Carta di Venezia

Carta di Venezia

sul valore del Patrimonio culturale per la Comunità veneziana

Forte Marghera, Venezia, 07/05/2014

Considerando

che i Convegni di studio promossi a Venezia dal Consiglio d’Europa sulla Convenzione quadro dello stesso Consiglio sul valore dell’eredità culturale per la società (Faro, 27 ottobre 2005) hanno rafforzato la riflessione, nata su iniziativa spontanea dei Cittadini di Marsiglia e di Venezia, intorno ai principi espressi dalla Convenzione e alle modalità di attuazione della stessa;

che rinsaldando il dialogo tra le due città europee, tale riflessione ha dato avvio ad un Processo i cui principali obiettivi sono la definizione di azioni concrete, lo scambio di buone pratiche, e l’identificazione di efficaci strumenti applicativi;

cogliendo lo spirito e facendo propri i principi espressi dalla Convenzione (A),

la Comunità veneziana

si adopera nella definizione di misure concrete per la sua piena ed efficace attuazione (B).

(A) In particolare, la Comunità veneziana

Riconosce la validità e la forza innovativa dei principi espressi dalla Convenzione di Faro;

  • Considera il patrimonio culturale1 una risorsa utile alla società e alle generazioni future che va oltre il mero fine delle azioni di conservazione, promozione e valorizzazione;
    .
  • Afferma tutte le potenzialità inclusive dell’eredità culturale quale strumento di coesione sociale e risorsa importante per promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la valorizzazione del patrimonio comune europeo;
    .
  • Riconosce il fondamentale apporto del patrimonio culturale1 al progresso sociale, umano ed economico, e la diffusione dei comuni valori europei;
    .
  • Individua, nell’accesso e nella partecipazione attiva alla vita culturale della comunità locale di riferimento, dimensioni essenziali dei diritti umani fondamentali;
    .
  • Saluta l’enunciazione per la prima volta nella Convenzione di Faro, art, 1 lett. a), del “diritto all’eredità culturale” come diritto fondamentale;
    .
  • Considera indispensabile la promozione di un processo partecipato alla gestione del patrimonio, che preveda una condivisione di responsabilità e una diversificazione degli attori coinvolti anche in seno alla società civile;
    .
  • Ritiene necessario l’orientamento dell’economia legata al patrimonio verso uno sviluppo sostenibile dei territori locali, con una particolare attenzione per l’interazione dell’uomo con il paesaggio.

(B) A partire dal quadro di riferimento della Convenzione sopradescritto, la Comunità veneziana offre il suo sostegno allo sviluppo delle seguenti linee d’azione per l’efficace e partecipata applicazione della Convenzione e a tal fine:

  1. Riconosce alle città ed alle comunità cittadine di riferimento un ruolo propulsore nell’applicazione dei principi della Convenzione;
    .
  2. Auspica che i cittadini si impegnino attivamente, in qualità di membri attivi e anelli di collegamento tra le “comunità di eredità culturale” e le istituzioni ai diversi livelli, con l’obiettivo di costruire sinergie per la condivisione di conoscenze e ruoli, affermando pienamente il principio della partecipazione democratica delle persone alla vita culturale della propria città;
    .
  3. Incoraggia, sull’esempio marsigliese, la nascita di “commissioni patrimoniali” (heritage Commissions) come spazio pubblico di concertazione e di scambio tra le comunità di eredità culturale, le associazioni dei cittadini, le istituzioni e gli enti culturali, con l’obiettivo di attivare sinergie e processi partecipativi nello sviluppo delle politiche e delle attività culturali locali e transnazionali;
    .
  4. Favorisce la nascita di una rete diffusa di organismi e “club” locali (sull’esempio di Faro Venezia), quale mezzo di coordinamento europeo per la diffusione dei principi della Convenzione, lo studio di proposte innovative per la sua applicazione e la promozione di uno scambio fruttuoso tra società civile e istituzioni;
    .
  5. Auspica inoltre la creazione di un indice per l’identificazione e la mappatura degli elementi di interesse ereditario da parte delle stesse comunità locali, come strumento concreto di “democrazia culturale” inteso a salvaguardare e valorizzare, con attenzione ai profili sociali, economici e professionali, luoghi che hanno per la comunità locale un valore “speciale” e la cui memoria, ancora viva, va tramandata alle generazioni future;
    .
  6. Si impegna nello sviluppo di pratiche innovative e diversificate per la valorizzazione del patrimonio cittadino identificando, ad esempio, le “passeggiate patrimoniali” avviate dalla società civile a Venezia e a Marsiglia, e l’indicizzazione e mappatura dei siti di interesse culturale da parte delle comunità locali, come best practices rilevanti nella costruzione tanto di una più piena democrazia partecipativa quanto di “prodotti” turistico-culturali alternativi, per il ri-orientamento del turismo verso la qualità dell’offerta e la sostenibilità culturale della filiera; rilevanti altresì nella ideazione di progetti di sviluppo conseguenti, fondati sulla collaborazione fra “comunità di eredità culturale” e istituzioni;
    .
  7. Riconoscendo che le arti e i mestieri tradizionali sono una componente fondamentale delle identità e dei saperi locali, sostiene la creazione di: a) un registro delle buone pratiche e dei saperi veneziani e della laguna, da realizzare attraverso un coinvolgimento diretto delle comunità patrimoniali interessate; b) una rete europea di centri per le arti, le tradizioni e gli antichi mestieri con l’obiettivo di conservare, ri-vitalizzare, tramandare e trasferire la ricchezza di saperi e conoscenze, pratiche e stili che rispecchiano le specificità dei territori e in cui si specchia la cultura europea.
    .
  8. Riconosce, più in generale, che: la divulgazione dei principi della Convenzione e il rafforzamento della consapevolezza in merito ai temi dell’eredità culturale costituiscono il presupposto per lo sviluppo di progetti condivisi a livello nazionale ed europeo: la formazione continua riveste un ruolo fondamentale tanto per la conservazione, promozione e valorizzazione del patrimonio quanto per l’innovazione di pratiche e procedure che interessino anche il livello istituzionale; urge di conseguenza la creazione di Poli di formazione europei, rivolti principalmente alle amministrazioni locali, per l’apprendimento di metodologie attuative della Convenzione, il loro monitoraggio e lo scambio di buone pratiche;
    .
  9. Sostiene, con l’obiettivo di capitalizzare e valorizzare l’esperienza maturata nel lavoro di animazione del territorio, la definizione di strumenti e procedure innovativi in materia di eredità culturale e la lunga riflessione intorno ai principi e ai temi indicati dalla Convenzione di Faro da parte delle città di Venezia e Marsiglia, la creazione di un “rete di città”, in Europa e nel Mediterraneo, per il trasferimento di pratiche indirizzate all’innovazione degli approcci e delle procedure istituzionali nella società civile e nella pubblica amministrazione.

La Carta di Venezia è aperta alla firma dei cittadini che aderiscono ai principi e ai valori culturali sopra indicati:

1– Il termine patrimonio culturale (cultural heritage nella versione ufficiale inglese) è stato tradotto dal MIBACT in “eredità culturale” per evitare confusioni o sovrapposizioni con la definizione di patrimonio culturale di cui all’art.2 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggi.

Un pensiero su “Carta di Venezia

  1. Pingback: Carta di Venezia | Faro Venezia

I commenti sono chiusi.