Salviamo La Maryvonne! Il trabaccolo veneziano dall’altra parte del mondo

Questo articolo “Salviamo La Maryvonne! Il trabaccolo veneziano dall’altra parte del mondo” è stato pubblicato nella rivista Lagunamare di febbraio 2016.

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Una barca tradizionale veneziana era mezza abbandonata sui fondali della «fondamenta dei pescatori» a Nouméa, dall’altra parte del mondo nella Nuova Caledonia. Dopo esser stata affondata il 20 settembre 2015, La Maryvonne è tornata finalmente in superficie dopo un’operazione delicata. Il suo proprietario e i membri dell’associazione “Gli amici della Maryvonne” hanno intenzione di ridargli la sua bellezza d’origine tramite una scuola cantieristica per giovani. Chiedono aiuto per salvare questa barca, riconosciuta da poco in Francia come patrimonio culturale, e ridargli una nuova vita.

Il proprietario, Julien, ha contattato a fine 2015 l’associazione Faro Venezia e il Consiglio d’Europa perché ha sentito parlare delle iniziative cittadine che trovano sostegno nella “Convenzione di Faro” per ridare vita al patrimonio culturale.

Maryvonne-3E ben si inserisce quindi il progetto economico e sociale per il recupero de La Maryvonne che coinvolge una comunità di più di 200 persone. Questa imbarcazione è infatti particolarmente adatta al “cabotaggio turistico” che si sta sviluppando in Nuova Caledonia con il turismo croceristico. È l’unica barca a vela che può accogliere un grande numero di passeggeri e disabili.

Infatti, il suo problema non è la sostenibilità economicama ma il finanziamento dei lavori di manutenzione che non sono mai stati realizzati fino a quando l’associazione decise nel 2015 di fermare la sua attività per ragione di sicurezza. Il cantiere prevede il coinvolgimento di giovani in difficoltà su una durata di 5 anni e un budget importante.

Ma come mai una barca tradizionale dell’alto adriatico è arrivata cosi lontano?

Si tratta di un trabaccolo costruito nel 1939 nella laguna sud di Venezia. Usata come barca da pesca, si chiamava “San Giorgio”. Durante la Seconda Guerra mondiale, i tedeschi la utilizzano per il trasporto di armi e di truppemilitari. Negli anni Ottanta del secolo scorso il suo proprietario, il notissimo veneziano «Bebo» Alberto Voltolina, lascia le acque italiane e il “San Giorgio” diventa iugoslavo e cambia nome in Kraljica Moria (Regina del Mare). Nel 1991, nasce la Repubblica di Slovenia e Kraljica Morja batte bandiera slovena.

Nel 1992 “Bebo” decide di attraversare con la sua barca l’Atlantico, in occasione del “Columbus day”, giorno di commemorazione dell’arrivo di Cristoforo Colombo sul continente americano nel 1492 e poi a fine anno approda a Miami. Un trabaccolo non era mai andato cosi lontano.

Poco dopo, mentre la barca inizia a battere bandiera americana, è comprata da “Christophe” per realizzare il suo sogno di attraversare il Pacifico con la famiglia. Diventa “La Maryvonne” e l’avventura durerà 8 anni. Arriva in Nuova Caledonia nel dicembre del 2000.

file002751Qui Stéphane si innamora della barca e ne diventa il nuovo proprietario con la volontà di condividere la sua barca col più grande numero di persone. La Maryvonne inizia una nuova vita come barca turistica, e progressivamente, Stéphane sviluppa numerosi progetti sociali e culturali, principalmente a favore dell’infanzia e dei giovani dell’isola.Nell’aprile 2006, è raggiunto da un gruppo di appassionati ed insieme creano l’associazione “La Maryvonne, una barca per tutti“.

Nel 2012, Julien Charpentier, un marinaio, diventa il nuovo proprietario della Maryvonne. Ha scoperto la vela in Bretagna quando era bambino con l’associazione “Gioventù e marina” che si occupava di giovani orfani e sogna di avviare un attività similare in Nuova Caledonia.

A maggio 2013, la barca ottiene dalla Fondazione francese del patrimonio marittimo e fluviale il Label “Nave d’interesse patrimoniale”.

Oggi, il governo della Nuova Caledonia chiede all’associazione di togliere la barca dalla “Riva dei pescatori” dato che l’associazione non ha ancora finito di sviluppare il suo progetto, in particolare, un legame più concreto con Venezia. Il cantiere richiederebbe il supporto delle antiche conoscenze dei maestri d’ascia veneziani per realizzare i lavori e formare giovani ai mestieri della navigazione, della veleria, della meccanica e della cantieristica navale.

La buona notizia è che in un isola a 20.000 chilometri da Venezia, una comunità patrimoniale si sta muovendo per mantenere vivo un patrimonio culturale veneziano. Ma il problema è che sono in difficoltà, e l’interesse dei veneziani per questo progetto potrebbe essere un grande aiuto.

Prosper Wanner per Faro Venezia. Foto associazione La Maryvonne ©

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Questo articolo è stato pubblicato in Beni comuni, varie il da .

Informazioni su Prosper Wanner

Ingegnere francese in pianificazione urbana e gestione di progetti. Esperienza professionale nello sviluppo economico di iniziative di economia sociale e di sviluppo sostenibile (finanza solidale, patrimonio integrato, economia collaborative, pianificazione urbana sostenibile, turismo sociale,). Da 2010, gestore della cooperativa di abitanti Hôtel du Nord di valorizzazione del patrimonio culturale dei quartieri nord di Marsiglia (rete diffusa d'ospitalità nei quartieri popolari). Esperto per il Consiglio d'Europa sull'interpretazione della Convenzione-quadro sul valore del patrimonio culturale per la società, detta Convenzione di Faro.

4 pensieri su “Salviamo La Maryvonne! Il trabaccolo veneziano dall’altra parte del mondo

  1. Paola tiozzo netti

    I miei possedevano due trabaccoli l Antea e Le Due Zaire per trasporti in Adriatico. Quali sono le modalita’ di aiuto chieste per la Maryvonne?

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    1. Julien Charpentier

      il mio bisogno è investitori nel settore del turismo locale in Nuova Caledonia per il modo di ripristinare il bene e ammortizzare il suo restauro in torri laterali

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