Proposte per una politica pubblica patrimoniale in favore del diritto al patrimonio culturale.

Il 27 febbraio 2016 sarà il terzo compleanno della firma della Convenzione di Faro da parte dell’Italia. E la prima convenzione internazionale sul patrimonio culturale che pone la domanda: per quale ragione e a favore di chi occorre valorizzare il patrimonio culturale?

Se la convenzione suscita sempre più interesse da parte dei cittadini così come dalla pubblica amministrazione, il passaggio dall’adesione ai principi enunciati alla loro applicazione è più raro. Faro Venezia, membro della Comunità di Faro, promossa da Consiglio d’Europa, suggerisce alcune proposte. Esse tracciano quella che potrebbe essere una politica pubblica patrimoniale in favore del diritto al patrimonio culturale (versione completa delle proposte: FaroVe – Proposte Feb16).

Come passare della logica di una politica culturale centrata su “l’offerta culturale” e “i pubblici” a quella di un ascolto della domanda sociale? Quale ripartizione delle competenze, delle responsabilità e delle azioni in materia di patrimonio culturale tra lo Stato, le collettività territoriali e i cittadini? Di che quadro di riferimento pubblico potrebbe dotarsi una “fabbrica patrimoniale cittadina”?

La prima proposta riguarda la creazione di un servizio pubblico patrimoniale a favore dei cittadini, da soli o in gruppo. Lo scopo è ricercare, identificare, divulgare, conservare e  valorizzare il patrimonio. In questo modo i cittadini non saranno più solamente i “beneficiari” del patrimonio culturale ma quelli che lo producono e co-gestiscono (approccio integrato).

La seconda proposta consiste nel creare un sistema di  “open data patrimoniali” e riguarda la raccolta e trasmissione dei dati patrimoniali. Lo scopo è favorire una maggiore integrazione dei cittadini nei processi di inventario e di trasmissione dei dati patrimoniali: commentare, raccoglierli commentarli, completarli, ricrearli, condividerli, interpretarli, pubblicizzarli, valorizzarli.

La terza proposta è quella di sperimentare un regolamento pubblico dei “beni comuni culturali” che potrebbe ispirarsi all’esperienza italiana del “regolamento dei beni comuni urbani” promosso da LabGov. Permetterebbe ad una collettività di istituire un “patto di collaborazione” con i cittadini affinché possano prendersi cura (protezione, conservazione, manutenzione) di beni comuni culturali.

La quarta proposta ci porta all’avvio di una sperimentazione pubblica di governance patrimoniali partecipate, ispirandosi dalle “commissioni patrimoniali” promosse dal Consiglio d’Europa che riuniscono le comunità patrimoniali attive per riflettere insieme agli assessori e alla pubblica amministrazione ed agire insieme sulle sfide legate ai patrimoni culturali.

La quinta proposta consiste nel fare delle Giornate Europee del Patrimonio in Italia un momento di grande visibilità e condivisione per le iniziative che applicano i principi di Faro, cogliendo l’opportunità quest’anno, dato che il tema europeo delle giornate europee del patrimonio sarà: « Patrimonio e comunità ».

L’ultima proposta, infine, è quella di avere un ruolo di osservatore del Consiglio d’Europa sulla presa in considerazione dei principi della Convenzione di Faro. In questo modo si potrebbe mantenere una costante attenzione a tutte le raccomandazioni della Convenzione di Faro, frutto di trenta anni di riflessione europea. Questo può essere fatto predisponendo una griglia di monitoraggio sulla base di criteri adeguati e procedure trasparenti per la raccolta delle informazioni rilevanti

L’Italia potrebbe così diventare il paese pilota in Europa sull’applicazione di questa convenzione internazionale. L’Italia ha firmato la Convenzione di Faro, accoglie uno degli uffici di rappresentazione del Consiglio d’Europa e conta un numero crescente di iniziative locali basate sui princìpi di Faro. Questa iniziative sono, locali e nazionali, e non vanno dimenticate le numerose iniziative di partecipazione intorno a beni comuni attuate da organizzazioni che applicano di fatto i principi della Convenzione di Faro anche senza conoscerla.

Prosper Wanner, per Faro Venezia

Questo articolo è stato pubblicato in Beni comuni, Diritto il da .

Informazioni su Prosper Wanner

Ingegnere francese in pianificazione urbana e gestione di progetti. Esperienza professionale nello sviluppo economico di iniziative di economia sociale e di sviluppo sostenibile (finanza solidale, patrimonio integrato, economia collaborative, pianificazione urbana sostenibile, turismo sociale,). Da 2010, gestore della cooperativa di abitanti Hôtel du Nord di valorizzazione del patrimonio culturale dei quartieri nord di Marsiglia (rete diffusa d'ospitalità nei quartieri popolari). Esperto per il Consiglio d'Europa sull'interpretazione della Convenzione-quadro sul valore del patrimonio culturale per la società, detta Convenzione di Faro.

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