Il gruppo di ricerca europeo sul patrimonio Dissonante ha pubblicato una interessante cassetta degli attrezzi (toolbox)” su come le comunità patrimoniali locali e gli attori pubblici possono “trattare” con questo particolare tipo di patrimonio.
Il manuale è pubblicato in inglese e tedesco ma ho tradotto qui in italiano alcune parti introduttive

Il manuale è pubblicato in inglese e tedesco ma ho tradotto qui in italiano alcune parti introduttive.
Puoi leggere e scaricare il toolbox qui
Perché è importante occuparsi del patrimonio dissonante?
Cos’è esattamente un patrimonio dissonante?
Questo kit di strumenti riguarda il patrimonio culturale europeo dissonante legato a luoghi specifici. In questo contesto, il termine si riferisce a luoghi ed edifici che, a causa della loro storia, sono percepiti negativamente dalla società o da specifici gruppi sociali – in quanto associati a ricordi ed eventi spiacevoli – e che portano con sé un peso politico e/o etico. Rientrano in questa categoria siti e testimonianze architettoniche segnati da crisi, guerre, persecuzioni o conflitti ideologici, come gli edifici del periodo nazista, il patrimonio architettonico di epoca socialista o i simboli dell’era coloniale. Anche ex impianti industriali o nucleari che hanno causato (o causano tuttora) danni ambientali possono far parte del patrimonio dissonante europeo (il cosiddetto “patrimonio tossico”). Le caratteristiche spaziali e materiali di questi luoghi sono estremamente variegate: si spazia da singoli oggetti, edifici e quartieri a piazze, monumenti e siti archeologici, fino a giardini, monumenti paesaggistici o paesaggi culturali.
Il patrimonio dissonante è parte della storia e del patrimonio culturale europeo. Contribuisce a rendere gli eventi storici tangibili e comprensibili per le generazioni presenti e future. In questo contesto, affrontare le controversie e i conflitti associati a tale patrimonio può rivelarsi impegnativo, ma offre anche notevoli potenzialità. Se queste potenzialità vengono valorizzate attraverso
un approccio integrato e partecipativo, il patrimonio dissonante può fungere da stimolo e svolgere funzioni chiave nello sviluppo urbano e territoriale che trae spunto dalle strutture esistenti, quali:
Una funzione democratica ed educativa:
il patrimonio dissonante può costituire uno spazio di apprendimento storico che favorisce la riflessione critica sul passato. Tale coinvolgimento è fondamentale per rafforzare i sistemi sociali democratici e costruire un futuro libero e giusto.
Una funzione socio-politica:
diversi attori o gruppi considerano il patrimonio culturale da prospettive variegate e, in parte, contrastanti. In questo contesto, i siti di patrimonio dissonante possono diventare luoghi di incontro in cui discutere opinioni divergenti o ambigue. Ciò consente di creare legami, avviare dialoghi e gettare le basi per la coesione sociale.
una funzione commemorativa e di memoria:
il patrimonio dissonante può contribuire a rendere tangibili le sofferenze del passato, fungendo così da monito storico e da mezzo per preservare nella memoria collettiva il dolore vissuto. Il riconoscimento che tale sofferenza riceve può sensibilizzare la società e favorire un maggiore sostegno ai gruppi sociali attualmente colpiti da discriminazione, stigmatizzazione o persecuzione.
Una funzione economica:
il patrimonio dissonante può anche fungere da meta turistica (culturale). Se si riesce a incentivare con successo la visita a siti di patrimonio dissonante – e quindi a determinati luoghi e regioni – ciò può generare anche benefici economici.
Perché il patrimonio dissonante richiede un’attenzione particolare?
Nonostante il suo ruolo per la memoria culturale, lo spazio urbano e la coesione socio-politica, in molti luoghi il patrimonio dissonante è fortemente trascurato, non accessibile al pubblico o spesso minacciato da demolizione, degrado e atti vandalici. Inoltre, gli edifici storici e le aree che costituiscono patrimonio dissonante spesso non godono di alcuna tutela.
Alcuni amministratori locali, stakeholder e gruppi di interesse ritengono che tali luoghi non meritino particolare attenzione o conservazione, non solo per gli oneri che comportano, ma anche per le complesse esigenze che richiedono.
In questo contesto, appare evidente che la visibilità del patrimonio dissonante varia notevolmente: alcuni luoghi sono quasi assenti nella percezione pubblica, ad esempio a causa della scarsa conoscenza o del desiderio di evitare dibattiti complessi.
Altri luoghi, invece, ricevono una particolare attenzione pubblica, ad esempio perché ad esempio perché sono oggetto di protesta o di strumentalizzazione.
