Renzo INIO, cordaio in Venezia

Oggi se n’è andato Renzo Inio, l’ultimo cordaio di Venezia, che da tempo si era ritirato in casa di riposo alla Giudecca. Otre a ricordarlo come un persona di squisita gentilezza si tratta di una perdita pesante di un patrimonio notevolissimo di cultura ed esperienza che la sua città non è mai riuscita a valorizzare come meritava. Esiste però una sua intervista approfondita, l’ultima che è stato possibile realizzare il 27 ottobre 2017, nel corso di una Passeggiata Patrimoniale organizzata dal Comune di Venezia, Ufficio Arsenale (oggi scomparso).

I macchinari storici delle corderie Inio, abbandonati in Arsenale nel 2014

Riproponiamo qui un articolo già pubblicato in passato che riporta, oltre all’intervista, anche un un testo a stampa molto approfondito e un altro video che ci mostra che cosa è possibile fare, solo volendolo, in un contesto diverso.

VIDEO INTERVISTA A RENZO INIO, L’ULTIMO CORDAIO

L’intervista di Renzo Inio è stato realizzata da Prosper Wanner e Alessandro Zancchini

Poi abbiamo qui un approfondito articolo di Francesco Calzolaio che racconta la storia delle corderie Inio a partire dei primi del 900.

Se poi volete vedere i macchinari in azione esiste un video realizzato da un piccolo museo finlandese che mostra il processo di produzione. La attrezzature usate sono quasi identiche a quelle veneziane. Si potrebbe fare facolmente anche da noi questo a costi contenuti e senza grandi difficoltà. Lo faremo ? Pare di no.

Svezia – Venezia 10-0. Le corderie in Svezia e a Venezia

In Svezia esiste un paesino chiamato Älvängen. Qui in passato esiteva una fabbrica di cordami del tutto simile alla corderia Inio. Dal 2015 nei vecchi locali della fabbrica esiste oggi un piccolo museo che mostra la tecnica di produzione dei cordami com’era agli inzi del 20° secolo. Le cime sono prodotte oggi dalla P.A. Carlmarks rope factory, una piccola ditta locale specializzata. Qui si producono anche le cime necessarie per alcune imbarcazioni d’epoca, tra le quali la spettacolare East Indiaman Götheborg.


East Indiaman Götheborg

Si tratta della ricostruzione filologica – fatta cioè con attrezzi, procedure e materiali d’epoca – di una delle più gradi navi costruite nel dicottesimo secolo. Fu varata nel 1738 e alla sua costruzione lavorarono circa 200 persone per 18 mesi (un tempo record che ha dell’incredibile e che oggi probabilmente non riusciremmo a replicare). Purtoppo dopo pochi anni di attività sulle rotte della Cina la nave finì sugli scogli di Nya Älvsborgs Fästning (oggi la Fortezza di Älvsborg).

Il museo di Älvängen è un museo ‘vivo’ che promupve una certa attività produttiva e commerciale. A oggi la Indiaman Götheborg è il cliente principale e una grande sfida per il museo perchè ha dovuto affrontare un ordine per 27.000 chili di cordame per la nave e non è poco!

Älvängen è un paesino di poco più di 4.000 anime.
Eppure riescono a fare queste cose e le fanno con passione.

Noi no.

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