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Progetto ATENA: workshop di avvio

Sostenibilità e sviluppo dell’artigianato tradizionale in una città d’acqua

Venerdì 15 settembre si è svolto il workshop di avvio del progetto ATENA, che prevede un insieme articolato di attività formative per 5 botteghe artigiane e 5 tirocinanti in Venezia. C’è stata un’ottima partecipazione e da parte di artigiani esperti, di giovani aspiranti tali e altre persone interessate a vario titolo all’artigianato d’arte e tradizionale che hanno portato un notevole contributo di idee ed esperienze.

Una sintesi del progetto ATENA e il programma del workshop si trovano qui

Nel ringraziare tutti per l’interesse dimostrato colgo l’occasione per alcune osservazioni. La prima è che non è mai semplice avviare progetti di questo tipo a Venezia. In terraferma è molto più facile coinvolgere le aziende, ma qui è più complicato e infatti se ne realizzano pochi. I motivi di questo surplus di difficoltà non sono del tutto chiari visto che la città d’acqua, per la sua attrattiva e conformazione fisica che rende fisicamente vicini tra loro gli artigiani, si presterebbe benissimo ad essere un centro mondiale dell’artigianato di qualità. Quello che è certo è che negli ultimi anni si è parlato molto dell’artigianato tradizionale, ma si è fatto poco o nulla del tutto per sostenerlo. Questo tipo di artigianato è di moda ma resta un grande incompreso: gli artigiani hanno le loro idee e le dicono, ma sembra che nessuno li ascolti e se ascolta non capisca.

Per questo motivo le relazioni iniziali del workshop sono state pensate per dare voce direttamente agli artigiani, senza alcuna mediazione da parte esperti, studiosi e politici. Spesso infatti succede che gli artigiani siano inviati a convegni o altre occasione pubbliche che parlano “su” di loro e finiscano così per assumere la scomoda posizione dei Panda in via di estinzione, ai quali in fondo non bada nessuno.

Nel nostro caso la relazione di Saverio Pastor, presidente di El Felze, ha chiarito con grande chiarezza la natura dell’universo professionale sofisticato che ruota attorno alla gondola evitando ogni pseudo romanticismo e indicando con precisione la natura degli interventi necessari par per contemporaneamente il valore storico-culturale di queste competenze professionale unitamente al loro valore economico.

Nella seconda relazione Alessandro Ervas (nella foto) ha approfondito in modo appassionato e competente la natura del lavoro del fabbro che opera con passione nel recupero delle tecniche tradizionali e in delicati lavori di restauro. Questo approccio richiede competenze molto diversificate, che spaziano dall’archeologia, alla storia, all’architettura, all’estetica. Oltre naturalmente al saper fare proprio del fabbro, che non è semplice ed è cultura sofisticata in sé stesso.

Entrambe queste relazioni saranno disponibili a breve come video.

Ma c’è un’altra cosa da dire su questo incontro: è stata una occasione più unica che rara di incontro e scambio di esperienze tra anziani e giovani. Nei quattro gruppi di discussione attivati con la formula del World Café c’è stata l’occasione di affrontare temi complessi attraverso uno scambio di idee ed esperienze molto libero. La situazione infatti era conviviale e non viziata dalle tensioni e secondi fini che sono sempre presenti in altri contesti, come ad esempio nei colloqui di selezione.

Credo di poter dire che questo dialogo abbia avuto un notevole effetto orientante nei confronti dei più giovani. Questo non era una cosa esplicitamente prevista dal nostro progetto, ma sicuramente non ha fatto male a nessuno. Per altri versi gli artigiani più anziani hanno avuto modo di capire meglio gli atteggiamenti dei più giovani che non sono affatto gli stessi di quando erano giovani loro.

Gli argomenti trattati sono stati impegnativi:

  • Il lavoro: che cosa significa essere artigiani? Visioni della cultura, delle prospettive e delle problematiche di un mestiere tradizionale.
  • L’aggiornamento: progettazione tra tradizione e nuove tecnologie.
  • La comunità: come le comunità percepiscono il patrimonio culturale intangibile e materiale
  • L’apprendistato: il ricambio generazionale e la formazione, dal rubare con l’occhio allo stagismo esperienziale.

I risultati delle discussioni hanno dimostrato come il dialogo in piccoli gruppi tra persone con background diversi può produrre idee e proposte di assoluto valore. Non è un caso che la ‘cittadinanza attiva’ si stia imponendo sempre di più come una necessaria evoluzione del sistema democratico tradizionale non più in grado di rappresentare adeguatamente la nostra società sempre più complessa e articolata.

 

Anche in questo caso saranno gradualmente disponibili i video con le sintesi delle idee emerse nei quattro gruppi di discussione.

Comunicheremo direttamente a chi si è registrato al workshop la disponibilità dei video.

Tutti gli altri saranno informati attraverso le pagine web e Facebook di Ecipa Veneto, El Felze, Forum Futuro Arsenale e Faro Venezia.

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workshop:
Sostenibilità e sviluppo dell’artigianato tradizionale in una città d’acqua
sintesi del progetto ATENA
Tesa 105 Arsenale di Venezia
15 settembre 2017, ore 14–18.30

Perchè l’Arsenale

Per Domenica 9 settembre: Visita ai luoghi nascosti dell’Arsenale:
incontri e dialogo con testimoni significativi.  Per l’occasione riproponiamo un breve video in cui Paolo Lanapoppi chiarisce il significato e l’importanza di questo luogo magico.

Qui si vede chiaramente l’ambiguità del concetto di valorizzazione, oggi talmente abusato da significare tutto e il contrario di tutto.

Per chi vuole partecipare, il programma e i dettagli si trovano qui

Due giardini da scoprire

Giardino delle vergini

Non molti si sanno dell’esistenza di questi due magnifici giardini. Meno ancora sono saliti sulla terrazza della Torre di Porta Nuova da cui si gode una vista impagabile su tutta la città.

Domenica prossima avremo modo di scoprire molte cose, compresi i regimi di accessibilità di questi spazi che sono molto più aperti di quanto si creda.

Le vista – organizzata dal Forum Futuro Arsenale – è lunga, ma si può partecipare anche solo al mattino oppure solo al pomeriggio. Benvenuti i bambini, che potranno fare anche un giro in barca a remi nella Darsena Grande dell’Arsenale, normalmente chiusa l pubblico in quanto zona militare.

Programma

10.00 – Incontro in Campo Ruga
10.30 – Visita guidata al Giardino delle Vergini con illustrazione delle opere esposte e degli interventi nel giardino, a cura della Biennale di Architettura.
12.00 – Traghetto dall’Arsenale sud all’Arsenale nord, con il servizio navetta o con le imbarcazioni delle remiere. Per chi lo desidera, giro della Darsena Grande in barca a remi.

12.30 – Pranzo autogestito sulla banchina nord.

14.00 – Visita guidata al Giardino Thetis, a cura di Thetis
15.00 – Visita guidata ai tre Bacini di Carenaggio, a cura del CVN.
17.00 – Aspettando il tramonto, sulla terrazza della Torre di Porta Nuova

Ecco la torre di Porta Nuova com’era quando serviva ad armare gli alberi per le navi costruite in Arsenale. Oggi non è molto diversa, ma è perfettamente restaurata.

torre porta nuova

 Modalità di partecipazione

Non è necessaria la prenotazione. Lʼiniziativa è aperta a tutti ed è gratuita, ma sarebbe opportuno sapere quante persone saranno presenti, per cui ci fate una cortesia se comunicate la vostra presenza a: segreteria@futuroarsenale.org

o anche utilizzando il form in fondo a questa pagina.

Pranzo autogestito vuol dire portarsi il proprio cibo, ma c’è sempre il bar aperto sul lato nord per bevande, panini, toast gelati ecc. e i servizi igienici.

Come arrivare

La cosa più semplice è scendere alla fermata Arsenale con il battello e percorrere tutta la Via Garibaldi. Poi Calli & Callette, ma non vi perdete, il percorso è breve (10 minuti) e basta seguire questa mappa:

percorso Campo RUGA

OK ci sarò:

 

L’Arsenale di Venezia e il ferro forgiato

Nell’Arsenale di Venezia esistono tre grandi Tese (capannoni) che nell’800 erano utilizzate per per la lavorazione del ferro per le costruzioni navali. In una di queste tese ci sono le forge originali che sono state volutamente distrutte in anni recenti per motivi tutti da chiarire. Ora una delle più grandi e attive comunità patrimoniali veneziane, il Forum Futuro Arsenale, ha elaborato un progetto di recupero funzionale delle forge in modo da farne un centro di metallurgia storica in grado operare nei campi del restauro, della produzione, della formazione e delle produzioni artistiche.

Il 26 aprile 2015 abbiamo approfittato di due giorni di apertura straordinaria delle tese per intervistare Alessandro Ervas, uno dei più noti e attenti fabbri veneziani. Nel video Alessandro ci illustra il motivi che stanno alla base del progetto e il significato di questo luogo unico al mondo.

Su progetto di recupero delle forge e dell’intero Arsenale si veda qui:

 

 

Pecepire l’Arsenale

Video-testimonianze raccolte in Arsenale in occasione della festa/apertura del 25-26-27 aprile 2014

Questo video realizza una sorta di Focus Group informale, cioè una raccolta sensazioni e pensieri, più spontanei che ragionati, finalizzati ad esplorare un tema o problema. Ne risulta una immagine collettiva “sottopelle” delle percezioni dei veneziani sull’arsenale. Di questa immagine è necessario partire quando ci si pone il problema di fare scelte di governo sul futuro di questa parte della città se si vuole che queste scelte siano saldamente agganciate al sentire della popolazione. Non farlo significa cadere nella deriva tecnocratica che consiste nell’affidare un problema ad un gruppo di specialisti che tendono inevitabilmente ad espropriare la popolazione del diritto di parola e di scelta.

Ma l’ascolto di una testimonianza non è mai una cosa semplice perché ogni cosa detta viene capita ed elaborata in modo diverso da chi la ascolta. Inoltre l’esperienza che le persone intervistata esprimono è – in quanto esperienza – non discutibile: un buon ascolto deve sempre essere non-giudicante. Il suo scopo è la comprensione di quello che i testimoni tentano di esprimere, non di stabilire se hanno regione o torto e meno che mai se siamo in accordo o disaccordo con loro. Il buon ascolto richiede rispetto incondizionato e questa una cosa difficile da praticare.

Le interviste si basano su due domande uguali per tutti: “C’è un ricordo che ti lega all’Arsenale?” e “Come vorresti che diventasse l’Arsenale?”.

Dalla prima domanda ricaviamo sostanzialmente ricordi d’infanzia per le persone più anziane o vaghe impressioni del periodo in cui un battello del trasporto pubblico lo attraversava senza fermarsi. Le immagini più frequenti sono quelle di un luogo chiuso e proibito circondato da alte e incomprensibili mura, un luogo magico visto con occhi di bambino e un luogo proibito visto da un adulto. La lunga chiusura del luogo ai cittadini ne ha provocato la scomparsa dalla mappe psichiche sulle quali si fonda il senso di appartenenza ad una città. Un luogo che ci è familiare quando possiamo percorrerlo anche ad occhi chiusi, ma oggi i veneziani stessi dentro l’Arsenale perdono l’orientamento, non sanno dare un nome ai luoghi e non trovano l’uscita. Quando avviene questo il processo di espropriazione si è compiuto.

Come vorresti l’Arsenale?

Come logica conseguenza della chiusura di un luogo pieno di fascino la quasi totalità delle testimonianze insiste sulla sua apertura alla cittadinanza. Nessuno intuisce il rischio che una apertura incondizionata possa semplicemente portare all’invasione del turismo di massa, ma le risposte seguenti chiariscono bene che questa non è una disattenzione, ma semplicemente una cosa “impensabile” perché l’apertura deve servire di “farlo rivivere” con attività che “ne ne riproducano la tradizione” ovviamente in chiave moderna.

Su che cosa fare dentro l’Arsenale, una volta aperto, le idee si possono raggruppare su pchi temi, declinati in modo simile da tutti:

Spazio per giovani.

Uno spazio che attiri i giovani e dia spazio alle loro idee, capacità e creatività, li faccia vivere bene. Le proposte comprendono, spazi e attività per bambini, luoghi per artisti a basso costo, laboratori artigiani di ogni genere, attività sportive di ogni genere ma specialmente legate al mare: nuoto, voga e vela). Parco pubblico con aree verdi. Attività educative. Il grandissimo successo del laboratorio di ceramica dei Bochaleri (si veda la parte centrale del filmato) attivato negli stessi giorni nei quali sono state realizzate le interviste non fa che rafforzare l’idea che siamo difronte ad un grande bisogno, molto sentito da tutti, al quale la città oggi non sa dare una risposta adeguata. Per chi non vuole rassegnarsi al progressivo invecchiamento dei residenti e alla fuga delle giovani famiglie questo è un obiettivo primario.

Cultura e centro civico.

Un secondo blocco di risposte si concentra sulle attività culturali: musica, arti di ogni genere, convegni, manifestazioni. Queste attività a Venezia non mancano affatto e inoltre l’Arsenale è già sede delle Biennale e del Museo Navale che è recentemente passato sotto la direzione dei Musei Civici. Forse queste richieste si possono interpretare nel senso di produzioni culturali più vicine alla popolazione; che funzionino come polo di attrazione e animazione per i veneziani. Le grandi istituzioni culturali spesso sono sentite come lontane e orientate al mondo intero. La natura concentrata del luogo poi suggerisce l’idea del campus o del distretto della cultura che favorisca gli incontri, le frequentazioni la fertilizzazione reciproca tra gli artisti e tra loro e la cittadinanza in modo da favorire la produzione artistica e non solo la semplice fruizione. Inoltre manca un vero centro civico cittadino e le numerosissime associazioni attive in città spesso non hanno una sede adeguata. Il grande successo dello spazio nella ex libreria Mondadori a San Marco, ora scomparso, testimonia ampiamente la presenza di questo bisogno.

Infine il lavoro.

Chi ne parla suggerisce attività artigianali di vario tipo, ma soprattutto legate all’heritage, agli antichi mestieri, alle professioni legate alla nautica e al mare, ma anche attività di ricerca e sviluppo tecnologico. Se l’esigenza di base è quella della ri-appropriazione dell’Arsenale da parte della città il lavoro dovrebbe essere al primo posto perché il complesso è sempre stato essenzialmente un luogo di lavoro e per questo era al centro anche della via sociale del quartiere. Invece questo tema è meno citato rispetto ai primi due. Come mai? Potrebbe essere che a Venezia il lavoro è legato ormai da tempo al turismo e che non lavora in questo settore lo fa nella sanità, nel pubblico impiego, nella scuola, nelle professioni di servizio. Vuol dire che attività imprenditoriali non turistiche, stat-up di giovani, professioni legate alla tecnologie sono ormai considerate così “lontane” dall’ambiante veneziano da essere divenute impensabili?

Non deve sorprendere infine che i desideri espressi siano piuttosto generici: i problemi da affrontare anche solo per cominciare a concretizzarli sono molto complessi. Non sembra esistere una vera consapevolezza del fatto che il futuro dell’arsenale è legato alle scelte politiche di fondo di chi governa la città. Gli unici due intervistati che si sono spinti più avanti si questa strada sono infatti persone che “pensano” l’Arsenale da diverso tempo: la proposta della Fondazione in Partecipazione come strumento di governance condivisa (Pizzo) e l’Arsenale come centro della città metropolitana (Wanner). Sviluppare frequenti occasioni di dialogo e confronto con la cittadinanza sui modi di attuazione delle idee espresse è un lavoro faticoso, ma anche l’unico modo per favorire in formarsi di una progettualità cittadina realmente sentita, diffusa e condivisa.

Adriano De Vita

Video della prima Passeggiata patrimoniale all’Arsenale

Video della prima passeggiata patrimoniale all’Arsenale realizzata il 27 giugno 2014 con circa 40 partecipanti e 6 testimoni diretti. Il video è stato realizzato dall’Ufficio Arsenale a cura di Alessandro Zanchini del Servizio Videocomunicazione del Comune di Venezia con la collaborazione di Prosper Wanner.

Visibile anche nel sito dell’Urban Center Virtuale dell’Arsenale:
http://arsenale.comune.venezia.it/?p=1469

Da Youtube si può condividere liberamente su altri siti o FaceBook

ARSENALE DI VENEZIA – foto

Alcune foto della passeggiata patrimoniale All’Arsenale di Venezia del 27 giugno 2014.
Grazie a Gianfranco Segantin per le sue bellissime foto