Archivi categoria: Eventi

Bibliografia online sulla Convenzione di Faro

Vedi/scarica la bibliografia in PDF.
A cura di Lauso Zagato.
Si tratta di un insieme di testi che forniscono un’idea complessiva della Convenzione di Faro, dalla sua storia alle discussioni che si sono articolate sulle questioni più rilevanti che solleva. Per chi si avvicina a qeste temtiche per la prima volta sarà di grande aiuto.
Vi si trovano anche alcuni approfondimenti sui problemi più dibattuti. E’ stata redatta in occasione del convegno: “La Convenzione di Faro e le Comunità Patrimoniali” – Venezia, 9 aprile 2018.

Festa di Faro

Scarica la locandina in PDF

intestazione locandina completa

In occasione del convegno sulla Convenzione di Faro e comunità patrimoniali che si terrà il 9 aprile a Ca’ Foscari e della Passeggiata Patrimoniale che si terrà l’8 aprile a Murano, l’Associazione Faro Venezia invita cittadini, associazioni, istituzioni alla prima “Festa Faro”. Una serata insieme per condividere Creatività e Saperi che sono parte del Patrimonio Culturale di Venezia.

Per partecipare chiediamo, gentilmente, di prenotare inviando un’email all’organizzatrice: Patrizia Vachino, mozuela18@gmail.com

Programma

Città d’Acqua
canti tradizionali, parole dette della Venezia Lagunare,
di e con Sandra Mangini

L’Acqua conserva memoria di ciò che le accade.
Se Venezia è ancora lì, un prodigio vivente davanti agli occhi meravigliati del mondo, è grazie al rapporto che i suoi abitanti hanno saputo costruire nel tempo con l’Acqua.
L’esistenza stessa della Laguna, frutto di questo rapporto delicato e attento, talvolta spietato ma nello stesso tempo generoso e vitale, testimonia l’intelligenza, l’abilità, la capacità delle persone di misurarsi con l’ambiente in cui vivono, nell’interesse reciproco – della Città e dell’Acqua, come in un binomio inscindibile – vincolati da un patto paritario e leale. Un rapporto in continua definizione, fluido, come la laguna stessa: né mare, né fiume, terra e acqua nello stesso tempo, regno naturale particolarissimo. E, ancora una volta, regno di una comunità umana sapiente, forte e amante della vita. Questo racconto è tratto dalle parole di Olimpia e Alba Turchetto e dell’amica Elda, raccolte da Cristina Bettin per la ricerca “Venezia, la memoria dell’Acqua” a cura della Società di Mutuo Soccorso Ernesto De Martino di Venezia.

I balli di Gaetano Grossatesta

Ensemble della Scuola di Musica Antica di Venezia
Elena Ajani, Ilaria Sainato, danza
Serena Mancuso, violoncello barocco, Marco Rosa Salva, flauti dolci

La Biblioteca del Museo Correr di Venezia conserva un prezioso piccolo manoscritto contenente la partitura coreografica dei Balletti in occasione delle felicissime nozze di S. E. Loredana Duodo con S. E. Antonio Grimani, avvenute a Venezia nel 1726. È una importantissima, perché quasi unica, testimonianza delle danze in uso a Venezia nella prima metà del Settecento. Gaetano Grossatesta nacque a Modena attorno al 1700, fu ballerino, coreografo ed impresario nei più importanti teatri italiani dell’epoca. A Venezia, dal 1720, fu inventore e direttore dei balli nel teatro Grimani di San Samuele.

El ziogo de le perle de vero
Le Storie de Teresa
Valentina Confuorto, autrice e musicista
Lucia Santini ,attrice

Teresa è una muranese dal temperamento umorale, un’artigiana del vetro appassionata di storie di donne. Non si farà pregare per raccontare di Ermonia Vivarini, creatrice di immaginifiche navi di vetro soffiato, o di Marietta Barovier, geniale inventrice della perla”rosetta”

Scarica la locandina in PDF

Convegno: Convenzione di Faro e comunità patrimoniali

La comunità patrimoniali stanno velocemente aumentando di numero in tutta Europa. A Venezia stanno anche sviluppando una consapevolezza sempre maggiore del ruolo propriamente politico che svolgono come strutture di cittdinanza attiva.

Scarica la locandina in PDF

PRIMA PAGINA

PROGRAMMA

Scarica la locandina in PDF

PASSEGGIATA PATRIMONIALE: Murano tra impresa e genius loci

La passeggiata

Murano tra impresa e genius loci: un itinerario attraverso il suo patrimonio culturale materiale e immateriale

Domenica 8 aprile 2018, dalle ore 14:45 alle ore 17:30
Per iscriversi alla passeggiata occorre inviare una email a: f.calzolaio@culturnet.net

Scarica la locandina in PDF

Itinerario:

1) 14:45: ritrovo: Murano colonna C, partenza da F.te Nove B 14:34 (linea 4.1) o 14:23 (4.2);

2) 15:00: Glass Art Society, Lino Tagliapietra: reti internazionali dell’arte vetraria;

3) 15:30: LU Murano, Fabio Fornasier: il racconto del mestiere di maestro vetraio;

4) 16:00: Murano Lab, Tiberio Scottafava: strategie di recupero urbano sostenibile;

5) 16:30: Ex Ospizio Briati, Simona Campedel: un progetto di residenze temporanee accessibili;

6) 17:00: Scuola Abate Zanetti, Martina Semenzato: l’insegnamento dell’arte vetraria.

Come arrivare
Vaporetti per F.te Nove da Murano Faro: 7:49/18:09 (linea 4.2)
o da Colonna A 17:42/18:02-17:41 (4.1).

In occasione del convegno sulla Convenzione di Faro e comunità patrimoniali che si terrà il 9 aprile a Cà Foscari (descritto in seguito)  verrà organizzata una passeggiata patrimoniale con cinque testimoni della trasmissione e della valorizzazione del patrimonio culturale di Murano, materiale e soprattutto immateriale. Una passeggiata che servirà a mostrare una delle tante applicazioni pratiche della Convenzione, nel momento in cui si sta formando una comunità patrimoniale che cerca di contrastare il turismo di massa con progetti di creazione di sviluppo locale economico e sociale a Murano.
La Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa sul valore sociale del patrimonio culturale attribuisce una responsabilità collettiva a cittadini ed istituzioni nella salvaguardia e gestione del patrimonio culturale immateriale. Cittadini, associazioni e imprese sono considerati una risorsa per la valorizzazione del patrimonio in cui si identificano, sotto l’egida delle amministrazioni pubbliche che ne hanno la responsabilità istituzionale. Manufatti storici ed il loro valore d’uso sono indistricabili, vanno compresi e raccontati attraverso l’esperienza dei testimoni, eredi di tradizioni, mestieri, tecniche che danno senso a quei luoghi.
In questo senso la passeggiata patrimoniale a Murano consiste in una sequenza di testimonianze degli attori di questa interpretazione, capaci di tenere assieme passione e cultura, arte e mercato, produzione e turismo, innovazione e tradizione. Una selezione purtroppo molto stringata dei tanti protagonisti che affrontano temi differenti, come le strategie di recupero edilizio ed urbano, e la trasmissione del mestiere di maestro vetraio al visitatore, a livello scolastico e nelle reti internazionali.
Murano gioca il suo futuro nella capacità di valorizzare il proprio patrimonio culturale, che molti già sperimentano, ancora in forma isolata e pionieristica. La passeggiata patrimoniale è anche un primo passo verso la costituzione di una comunità patrimoniale tra gli attori che vorranno parteciparvi, nello spirito di quella coesione competitiva e creativa che ha reso Murano una comunità capace di emergere a livello mondiale e che ne costituisce il genius loci.

La passeggiata è organizzata dalle associazioni Faro Venezia e Venti di Cultura, in collaborazione con l’Ufficio di Venezia del Consiglio di Europa; è aperta al pubblico di cittadini previa iscrizione, fino al raggiungimento del numero massimo di 40 partecipanti.

Per iscriversi alla passeggiata occorre inviare una email a f.calzolaio@culturnet.net.

La passeggita è la prima di tre inziative collegate. tra loro.
Le altre due si svolgeranno subito dopo.

La Festa di Faro

Seguirà la prima “Festa di Faro” con piccolo rinfresco, musica antica, spettacoli teatrali sul tema della laguna e delle impiraresse, organizzata dall’associazione Faro Venezia. Semptre domenica 8 aprile ma  dalle 18.30 alle 21,30, presso la ex Chiesa di San Leonardo, in rio terà San Leonardo a Cannaregio.

Per partecipare occorre prenotarsi inviando un’email all’organizzatrice:
Patrizia Vachino, mozuela18@gmail.com

Il convegno

Convenzione di Faro e Comunità Patrimoniali
Lunedì 9 aprile dalle ore 09:30 alle ore 17:30,
presso l’Aula Magna Ca’Dolfin, Venezia

Il convegno ha il duplice obiettivo di informare e sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sugli sviluppi della Convenzione a livello italiano ed europeo e dare impulso al neo eletto Parlamento a proseguire i lavori volti a finalizzare il processo di ratifica.

Sulla festa e sul convegno pubblicheremo informazioni più dettaglite tra qualche giorno.

Scarica la locandina in PDF

Un futuro florido per Ca’ Da Noal

Domani ci sarà l’ultimo incontro-conferenza, a Treviso, di un ciclo di tre che si sono svolte finora con un notevole successo. La gestione diretta del patrimonio culturale da parte dei gruppi di cittadinanza attiva è un tema che sta coinvolgendo sempre più persone e amministratori locali.

A Treviso si è avviato un dialogo tra comunità patrimoniale (Tarvisum Gioiosa) e amministrazione locale che si sta sviluppando ben. Non è così dappertutto e di certo a Venezia non è così, anzi. Ma proprio per questo ci fa piacere segnalare le situazioni locali che stanno funzionando. Questo non vuol dire che si risolvano facilmente i problemi economici, gestionali organizzativi che spesso sono molto consistenti. Ma si sta creando una cultura nuova nei rapporti tra amministrazione e cittadinanza. Non è poco.

 

Le conferenze organizzate da Tarvisium Gioiosa e la sua associazione no profit Gioiosa et Amorosa, Patrocinate da Comune di treviso, Provincia di Treviso e Consiglio d’Europa, dal titolo “Ca Da Noal, passato, presente e futuro” presentano contenuti appassionanti in materia di salvaguardia del patrimonio ed evidenziano azioni volte alla riqualificazione di Ca’Da Noal, museo civico di arte applicata.

Nell’insieme queste conferenze mirano ad avviare azioni concrete per la rinascita di Ca’ Da Noal. L’ex museo di Arte applicata, detto la casa dei trevigiani, da anni è chiuso al pubblico e contiene innumerevoli opere d’arte.

Lo stato di conservazione dell’edificio e dei beni contenuti non si addicono ad una società civile come quella in cui viviamo.

Gli sforzi di personaggi storici del passato , per la salvaguardia dei “tesori” cittadini e le moderne politiche in materia di gestione del Patrimonio culturale, discusse nelle precedenti conferenze, hanno posto le basi di un percorso complesso, ma rispettoso dell’eredità culturale del Museo. A partire da questo concetto, Venerdì continueremo ad arricchire valori etici e morali in materia di restauro e museologia.

Presenteremo in anteprima TREVISO APP GAME, una applicazione in realtà aumentata, che contribuirà a ridurre il cultural device attraverso percorsi ludico/culturali e la raccolta di fondi per il recupero del palazzo. Attendiamo le proposte dell’amministrazione trevigiana per un possibile progetto di riqualificazione pensato per Ca’ DA Noal.

Festeggeremo un anno di vita di Gioiosa et Amorosa, con un video e la presentazione del nuovo patto di collaborazione che abbiamo proposto all’Amministrazione Comunale Trevigiana. Ci impegnamo a portare in un luogo più consono alcune opere contenute nell’ex Museo, celebrando i “cittadini Attivi” ed il Patrimonio , in una giornata di festa collettiva.

Immaginiamo un futuro florido per Ca’ Da Noal, etico e ricco di vita. 

Programma

  • Il restauro biologico delle opere d’arte, sperimentazioni ed analisi che partono dal Veneto.
  • Nuove tendenze e filosofie in materia di conservazione nei musei, la Museologia Sociale. (*intervento/relatore da confermare)
  • Idee e proposte dell’Amministrazione Comunale Trevigiana per la rinascita di Palazzo Da Noal, ex museo di Arte Applicata.*
  • Tarvisium Gioiosa presenta i suoi progetti ed attività, festeggiando con la comunità il primo anno di vita della sua Associazione Gioiosa et Amorosa.
  • Relatori: Martina De Nardo, Alessia Prezioso, Elisa Bellato*, Amministratori Comune di Treviso*, Ermes Cellot .

Locandina completa in PDF

www.tarvisiumgioiosa.org

ATENA: Artigianato e comunità locali

Gruppo di lavoro sul tema: la comunità.
Come le comunità locali percepiscono il patrimonio culturale intangibile e materiale.

Ogni bottega artigiana è al centro di un ricco sistema di relazioni con la comunità locale che la circonda.

Questi rapporti sono parte integrante di quello che viene percepito come patrimonio intangibile e che va molto oltre la concezione della bottega come semplice operatore economico.

Il gruppo di lavoro ha evidenziato le condizioni particolari del lavoro in una città in cui ogni cosa viene fatta sull’acqua; il fatto che il lavoro artigiano, per svilupparsi al meglio richiede buone condizioni per la residenza sia degli artigiani che dei loro clienti e un ambiente normativo favorevole. Condizioni queste che oggi a Venezia sostanzialmente sono in continuo peggioramento.

Ma sono emerse altre considerazioni di rilevo.
La prima è che l’artigianato di alta qualità a volte si trasforma in attività artistica ‘alta’ e si rivolge quindi ad un tipo di pubblico di élite, molto colto e con elevate disponibilità economiche. Questo può indebolire le relazioni con i cittadino ‘normali’ anche se – per altri versi – trasforma gli artigiano in operatori culturali che possono operare come agenti di cultura nei confronto della comunità locale.

Questo ci porta ad una seconda considerazione rilevante: è evidente che tra bottega artigiana e comunità locale esistono complesse relazioni di comunicazione, influenze e scambi reciproci che configurano una relazione di interdipendenza dinamica molto vitale. Queste relazioni, che comprendono anche le attività didattiche ed educative che molte botteghe svolgono sia in modo formale che informale, sono poco conosciute ma dovrebbero essere indagate, conosciute ed esplicitate meglio.

Noi tutti infatti ‘sappiamo’ confusamente che il lavoro artigiano ha un valore sociale e culturale che supera quello meramente economico, ma generalmente non siamo in grado di essere più espliciti e precisi su questo punto. Riuscire ad esserlo però è la base essenziale per poter imporra politiche di supporto adeguate che impediscano l’estinzione di quelle attività che altrimenti sono fuori mercato me che hanno comunque un grande valore extraeconomico.

Progetto ATENA, workshop iniziale:
“Sostenibilità e sviluppo dell’artigianato tradizionale in una città d’acqua” .

Gruppo di lavoro sul tema: la comunità.
Come le comunità locali percepiscono il patrimonio culturale intangibile e materiale.

Link al progetto ATENA

Progetto ATENA: workshop di avvio

Sostenibilità e sviluppo dell’artigianato tradizionale in una città d’acqua

Venerdì 15 settembre si è svolto il workshop di avvio del progetto ATENA, che prevede un insieme articolato di attività formative per 5 botteghe artigiane e 5 tirocinanti in Venezia. C’è stata un’ottima partecipazione e da parte di artigiani esperti, di giovani aspiranti tali e altre persone interessate a vario titolo all’artigianato d’arte e tradizionale che hanno portato un notevole contributo di idee ed esperienze.

Una sintesi del progetto ATENA e il programma del workshop si trovano qui

Nel ringraziare tutti per l’interesse dimostrato colgo l’occasione per alcune osservazioni. La prima è che non è mai semplice avviare progetti di questo tipo a Venezia. In terraferma è molto più facile coinvolgere le aziende, ma qui è più complicato e infatti se ne realizzano pochi. I motivi di questo surplus di difficoltà non sono del tutto chiari visto che la città d’acqua, per la sua attrattiva e conformazione fisica che rende fisicamente vicini tra loro gli artigiani, si presterebbe benissimo ad essere un centro mondiale dell’artigianato di qualità. Quello che è certo è che negli ultimi anni si è parlato molto dell’artigianato tradizionale, ma si è fatto poco o nulla del tutto per sostenerlo. Questo tipo di artigianato è di moda ma resta un grande incompreso: gli artigiani hanno le loro idee e le dicono, ma sembra che nessuno li ascolti e se ascolta non capisca.

Per questo motivo le relazioni iniziali del workshop sono state pensate per dare voce direttamente agli artigiani, senza alcuna mediazione da parte esperti, studiosi e politici. Spesso infatti succede che gli artigiani siano inviati a convegni o altre occasione pubbliche che parlano “su” di loro e finiscano così per assumere la scomoda posizione dei Panda in via di estinzione, ai quali in fondo non bada nessuno.

Nel nostro caso la relazione di Saverio Pastor, presidente di El Felze, ha chiarito con grande chiarezza la natura dell’universo professionale sofisticato che ruota attorno alla gondola evitando ogni pseudo romanticismo e indicando con precisione la natura degli interventi necessari par per contemporaneamente il valore storico-culturale di queste competenze professionale unitamente al loro valore economico.

Nella seconda relazione Alessandro Ervas (nella foto) ha approfondito in modo appassionato e competente la natura del lavoro del fabbro che opera con passione nel recupero delle tecniche tradizionali e in delicati lavori di restauro. Questo approccio richiede competenze molto diversificate, che spaziano dall’archeologia, alla storia, all’architettura, all’estetica. Oltre naturalmente al saper fare proprio del fabbro, che non è semplice ed è cultura sofisticata in sé stesso.

Entrambe queste relazioni saranno disponibili a breve come video.

Ma c’è un’altra cosa da dire su questo incontro: è stata una occasione più unica che rara di incontro e scambio di esperienze tra anziani e giovani. Nei quattro gruppi di discussione attivati con la formula del World Café c’è stata l’occasione di affrontare temi complessi attraverso uno scambio di idee ed esperienze molto libero. La situazione infatti era conviviale e non viziata dalle tensioni e secondi fini che sono sempre presenti in altri contesti, come ad esempio nei colloqui di selezione.

Credo di poter dire che questo dialogo abbia avuto un notevole effetto orientante nei confronti dei più giovani. Questo non era una cosa esplicitamente prevista dal nostro progetto, ma sicuramente non ha fatto male a nessuno. Per altri versi gli artigiani più anziani hanno avuto modo di capire meglio gli atteggiamenti dei più giovani che non sono affatto gli stessi di quando erano giovani loro.

Gli argomenti trattati sono stati impegnativi:

  • Il lavoro: che cosa significa essere artigiani? Visioni della cultura, delle prospettive e delle problematiche di un mestiere tradizionale.
  • L’aggiornamento: progettazione tra tradizione e nuove tecnologie.
  • La comunità: come le comunità percepiscono il patrimonio culturale intangibile e materiale
  • L’apprendistato: il ricambio generazionale e la formazione, dal rubare con l’occhio allo stagismo esperienziale.

I risultati delle discussioni hanno dimostrato come il dialogo in piccoli gruppi tra persone con background diversi può produrre idee e proposte di assoluto valore. Non è un caso che la ‘cittadinanza attiva’ si stia imponendo sempre di più come una necessaria evoluzione del sistema democratico tradizionale non più in grado di rappresentare adeguatamente la nostra società sempre più complessa e articolata.

 

Anche in questo caso saranno gradualmente disponibili i video con le sintesi delle idee emerse nei quattro gruppi di discussione.

Comunicheremo direttamente a chi si è registrato al workshop la disponibilità dei video.

Tutti gli altri saranno informati attraverso le pagine web e Facebook di Ecipa Veneto, El Felze, Forum Futuro Arsenale e Faro Venezia.

——————————-
workshop:
Sostenibilità e sviluppo dell’artigianato tradizionale in una città d’acqua
sintesi del progetto ATENA
Tesa 105 Arsenale di Venezia
15 settembre 2017, ore 14–18.30