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Batteria Casabianca, Lido (VE) – cenno storico

Danilela Milani Vianello, storica e giornalista, chi racconta brevemente la storia della Batteria Ca’ Bianca – Forte Emo sulla base della scarsa documentazione disponibile. Abbiamo realizzato l’intervista nel corso della prima apertura della Batteria a cura di In-Diversity Onluls e altri, il 9 luglio 2016. Su Vimeo troverete anche una sintesi scritta della storia del luogo.

La batteria è il tipico oggetto problematico come ce ne sono molti in Italia e nel mondo. Un luogo molto bello e ricco di storia ma abbandonato da anni e “scomparso” dalla percezione anche delle persone che abitano nelle vicinanze.

Mappa EMO grande 4

Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità di tutti nei confronti di questi luoghi e il desiderio di valorizzarli. Ma come fare? Non è affatto semplice e non solo per il costo dei necessari interventi di restauro. Il problema vero è il “come” valorizzarli, a vantaggio di chì? Con quali mezzi e con quale modello di sostenibilità nel tempo?

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E’ l’idea stessa di “valorizzazione” ad essere ancora ambigua e poco condivisa.

Vista l’occasione vi propongo anche una lettura impegnativa. Si tratta della bella tesi di laurea di Rosangela Saputo, (tesi di laurea, 2014, Ca’ Foscari) intitolata:

Disarmo culturale: l’arte-cultura come “riempimento” delle aree dismesse ex militari.

Il suo lavoro ruota attorno ad alcune domande chiave:

  • L’arte/cultura può rappresentare una soluzione per i vuoti territoriali?
  • Si tratta di una formula “pacchetto arte-cultura” dentro un “contenitore” dismesso?
  • Si può applicare in maniera meccanica a tutti i contesti?
  • La totalità degli artisti desiderano questi spazi? E soprattutto li abitano dietro volontà di una qualche politica? O si tratta piuttosto di una “vocazione” della comunità locale?

Il testo può essere letto in modo trasversale ricercando gli stessi nuclei tematici che si ripongono nei vari capitoli da punti di vista diversi. Questo è lo schema di sintesi:

Tesi caputo schema di lettura

La tesi completa può scaricare da qui

In-Diversity Onluls ha curato la prima apertura della batteria nell’ambito di un progetto più articolato che si è svolto in quattro forti veneziani:

Fort-In-Fest: http://www.fortinfest.org/.

Per realizzare il festival tutte le consulenze sono state freelance per l’autofinanziamento dell’Edizione zero. Grazie a tutte le persone che hanno contribuito a far partire questa avventura. Se volete sostenerci, scriveteci: a fortinfestival@gmail.com

La Barchetta: Venezia a remi

Vi segnaliamo questa bella iniziativa dell‘Associazione Il Caicio.
Si tratta di occasioni per girare per la laguna su barche a remi tipiche (e storiche anche). Per chi non ha mai provato è una cosa da non perdere. Potrebbe farvi capire di colpo perché i veneziani si sentono incompresi da chi vive sulla terra. Niente paura: non dovete remare voi, remano  gli accompagntaori de Il Caico.

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Ma c’è un altro motivo di interesse:
Far “vivere” barche barche storiche invvece di rottamerle o musealizzarle ha i suoi costi, persso non bassi. Per queste gite allora si sperimentarà il crowfunding e una logica di condivisione dei costi basato sull’antico sistema dei carati che si fonda sulla divisione di una proprietà in 24 quote.

Video:

Questa è una sintesi del programma, ma potete vederlo più in dettaglio qui.

GITE BREVI
1) Poveglia – 23 luglio 9h00-13h00
2) Morte a Venezia – 24 luglio 17h00-20h00
3) Barche da Mestre – 30 luglio 9h00-12h00
4) Da Marco Polo a Marco Polo – 19 agosto 19h00-22h00
5) Marghera sensa fabriche sarìa più sana – 26 agosto 17h00-20h00
6) Campalto a remi – 2 settembre 15h00-18h00
7) Itinerario Zen – 9 settembre 17h00-20h00

GITE LUNGHE
1) In Barchetta in Bacàn – 20 agosto 9h00-16h00
2) Itinerario Francescano – 27 agosto 9h00-17h00
3) Certosa, Sant’Andrea e Le Vignole – 18 settembre 9h00-17h00

ESPERIENZE “IO C’ERO”
1) Cena esclusiva Dapes – 27 agosto 20h00-23h00
2) “Tumulto e Ordine” – 10 settembre 8h00-15h00

LA barchetta.jpgPer iscrivervi e contribuire andate su questo link o cliccate sull’immagine a fianco.

 

ZOGA! Le mani sulla città

Come fare per informare e stimolare quella grande parte della cittadinanza che si dimostra passiva i insofferente verso le sorti del luogo dove vive? Seminari e conferenze servono a poco perché vi partecipano sempre le stesse persone, quelle già attive. Qui c’è una giovane compagnia teatrale che ci prova con mezzi che sono loro propri.

“Zoga! Mani sulla città” vuole coinvolgere studenti universitari e coloro che s’impegnano attivamente tramite l’associazionismo contro il declino di Venezia facendoli partecipare a un vero e proprio gioco di ruolo. Una partita che rimette le decisioni fondamentali per il futuro della città alle performance di quattro squadre: Turisti, Anziani, Studenti e Commercianti. Chi conquisterà Venezia? Solo chi proporrà la performance più convincente. Con “Zoga! Mani sulla città” fare teatro diventa davvero un atto politico.

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Perché è interessante per noi?
la lista è lunga:

Interpretando un ruolo ci si deve mettere al posto di un altro e “impadronirsi” delle sue ragioni e punti di vista. Di solito non lo facciamo e questo è un grande ostacolo per ogni forma di partecipazione e collaborazione.

Si trattano questioni molto serie senza essere noiosi. Confondere la serietà con la noia è un errore comune che ci deriva da spesso da certe disastrose esperienze scolastiche. Ma fare teatro ci si diverte e si è molto seri contemporaneamente.

I partecipanti a volte scoprono di avere talenti che non sapevano di avere.

Di solito chi vuole partecipare attivamente al governo della sua città è piuttosto anziano. Qui invece sono quasi tutti molto giovani.

C’è il tentativo di una piccola compagnia teatrale di radicarsi in città. Venezia è una città che fa scappare i residenti a causa specialmente dell’altissimo costo della residenza dovuto ad una pressione turistica incontrollata. Qui però c’è un gruppo di giovani che studia o ha studiato a Venezia e che vorrebbero poterci vivere lavorando come professionisti del teatro.

Dopo varie giornate di preparazione la prima dell spettacolo si terrà al Teatro Goldoni il 14 maggio 2016 alle 20,30

Interviste a:
Flavia Antonini
Alessia Cacco
Jacopo Giacomoni

Video a cura di:
Adriano De Vita – Faro Venezia

Links:

Passeggiate patrimoniale a Cervia: RACCONTARE IL MARE: STORIE DI IERI E DI OGGI

Sabato 7 maggio, ore 16.30, partirà dalla Torre San Michele una passeggiata patrimoniale nel mondo dei marinai e dei pescatori di Cervia a cura dell’Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia. Una via, per scoprire la storia di queste famiglie mentre si respirano l’aria del mare, gli odori del pesce appena pescato, delle cozze da pulire e delle reti che asciugano al sole. Questa passeggiata patrimoniale è organizzata nell’ambito della 572^ edizione del Sposalizio del Mare che si ripropone a Cervia dal 1445.
Un mese fà, l’Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia ha invitato Faro Venezia a presentare  l’esperienza delle Passeggiate patrimoniali in Europa e particolarmente a Venezia (a cura di Prosper Wanner, membro del’associazione Faro Venezia).

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L’archivio di stato di Venezia

La dottoressa Claudia Salamini ci guida all’interno dell’archivio, in luoghi che non sono normalmente aperti al pubblico.

L’Archivio di Stato di Venezia venne istituito nel 1815 con il nome di Archivio generale veneto. Contiene circa 70 km di scaffalature ed è costituito da oltre 800 fondi documentali. All’interno di questi fondi si trovano talvolta centinaia di altri archivi, come avviene nel caso delle corporazioni di mestiere, delle confraternite e dei notai.

L’Archivio non documenta solo la storia della Repubblica Serenissima e dei territori italiani, dell’Istria, della Dalmazia e del Levante che ne facevano parte, ma di tutto il mondo che intratteneva con Venezia fitte relazioni diplomatiche e commerciali. Alle carte più antiche si sono aggiunte in seguito quelle del periodo napoleonico e dei governi austriaci.

Spesso i fascicoli dei documenti non sono mai stati consultati negli ultimi 100 anni. Vi sono quindi molte cose da scoprire per storici e ricercatori di ogni genere. Non è facile trovare le cose: si tratta di un lavoro da detective che comporta una approfondita conoscenza del modo in cui i documenti sono organizzati e catalogati.

Tra le altre cose – e a titolo di esempio – l’archivio conserva molti documenti originali di Aldo Manuzio (1449-1515) il tipografo ed editore veneziano che fondò l’editoria moderna introducendo l’uso della punteggiatura, i formati tascabili e molte altre innovazioni destinate a favorire enormemente la leggibilità dei testi e la portabilità dei libri.

I suoi documenti testimoniano anche l’attenzione che poneva (da vero imprenditore ante litteram) nel garantirsi una protezione legale per le sue innovazioni relative alle tecniche tipografiche e il diritto esclusivo di stampa sui testi: si tratta degli atti di nascita dei brevetti e del copyrigth.

Realizzato nel corso delle passeggiata patrimoniale:
La stampa, passato e futuro

I traghetti da parada a Venezia

I traghetti da parada a Venezia sono stati per secoli il principale mezzo per attraversare il Canal Grande, che taglia in due la città.

Il video registra una degli incontri organizzati dall’associazione El Felze, che raccoglie gli artigiani impegnati nel sistema-gondola:, per la costruzione manutenzione delle barche, gli arredi, i remi e le forcole, le decorazioni, gli abiti.

Quello che risulta chiaramente è che non si tratta di una sopravvivenza fokloristica, come molti credono. I traghetti a remi infatti:

– sono più efficienti ed economici del trasporto pubblico;
– costano 2 euro per traversata (70 centesimi per i residenti);
– creano un notevole indotto per la loro costruzione e manutenzione;
– mantengono vive le tecniche e i saperi tradizionali;
– combattono il moto ondoso con rischi e i danni che ne derivano (funzionano come i dissuasori   di velocità nel traffico urbano;
– creano lavoro per più di 400 gondolieri e 160 sostituti;

Sostenerli o abbandonarli è quindi una precisa scelta politica che a sua volta rivela un modello culturale e la concezione della città sostenuta dalle amministrazioni che la guidano

Interventi di:
Saverio Pastor, remér e presidente dell’ associazione El Felze
Aldo Reato – presidente Bancali e Associazione Gondolieri
Cesare Peris – gastaldo Società Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati

Video realizzato da Adriano De Vita per Faro Venezia

“Visto si stampi” – Passeggiata Patrimoniale Faro Venezia

VISTO SI STAMPI - PASSEGGIATA PATRIMONIALE

PASSEGGIATA PATRIMONIALE FARO VENEZIA
SABATO 10 OTTOBRE
VISTO SI STAMPI

da Manuzio ad oggi: la carta a Venezia

Faro Venezia propone una passeggiata patrimoniale Sabato 10 ottobre 2015 per scoprire i tesori veneziani “nero su bianco” : la carta ritrovata, conservata, rinnovata, restaurata, fabbricata e stampata. I caratteri mobili, resi preziosi dall’editore Manuzio, fino ad oggi quando la stampa è inghiottita nei meandri della rete.

Cosa e quanto rimane a Venezia? Dalle pubblicazioni più antiche fino al prestigio di una casa editrice in laguna, attraverso l’impalpabile carta. Testimone d’eccezione, Mario Infelise, Storico del libro, nonché appassionato collezionista, che ci accompagnerà con racconti e aneddoti in tema.

9.15 INCONTRO in Campo San Francesco della Vigna.
9.30 San Francesco della Vigna: Padre Rino ci introduce nella biblioteca e nell’archivio tra tomi restaurati e da restaurare.
10.40 Marco Polo Libreria cosa vuol dire rimanere librai a Venezia (sosta da confermare)
11.30 Atelier Tintoretto: come si fa materialmente un foglio di carta e da dove arriva
12.40 Marsilio Editore: Stefano Bonetti ci fa entrare nel labirinto della pubblicazione dove i caratteri mobili sembrano immobili dentro il computer, ma continuano a volare.
13.30 Termine della passeggiata.

Si raccomandano scarpe comode, puntualità, e un biglietto per il vaporetto.
Per motivi organizzativi la passeggiata è aperta a 25 persone al massimo.
E’ richiesta la prenotazione.

Per info o prenotazioni:
Manuela Cattaneo della Volta: mancdv@gmail.com
o Flavia Antonini: anto_flav@libero.it

Evento su Facebook

Tarvisium Gioiosa

A Treviso ha iniziato ad operare una associazione, Tarvisium Gioiosa, che si propone di documentare e recuperane la bellezza nascosta sui muri della città, l’urbis picta, la città dipinta.

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Strana cosa questa invisibilità. Affreschi e decorazioni murali sono presenti da sempre e sono sotto gli occhi di tutti, anche speso molto deteriorati e in stato di abbandono. Ma tra il vedere e il guardare c’è differenza. Vedere è un atto meccanico dovuto al fatto di avere gli occhi aperti. Guardare è un atto intenzionale, che esprime interesse, motivazione, cultura. Per guardare bisogna essere “svegli”.

In questa breve intervista Nicoletta Biondo e Giampiero Presazzi, ci danno l’idea concreta delle motivazioni di Tarvisium Gioiosa e ci fanno guardare con altri occhi i muri della loro bellissima città.

Negli anni sessanta, l’epoca del boom edilizio, nessuno guardava perché si trattava di costruire e basta e gli edifici storici venivano percepiti come un ostacolo al progresso e al nuovo benessere. Questo modello culturale è ancora presente e forte, ma oggi è nata e si sta diffondano una sensibilità nuova, che valorizza la storia dei luoghi e la volontà dei cittadini di prendersene cura.

Questo sta avvenendo con modalità diverse a seconda si contesti locali. Nella presentazione delle attività di Tarvisium Gioiosa ho visto un evidente entusiasmo da parte dei dei cittadini, degli artisti e restauratori e dell’assessore alla cultura. Non è così a Venezia, dove spesso la volontà di “prendersi cura” e di partecipazione della cittadinanza si scontra con la consolidata abitudine delle istituzioni di prendere le decisioni rilevanti nelle segrete stanze, con rarissime eccezioni.

Dal sito di Tarvisium Goiosa:

Concept
“Tarvisium Gioiosa è un progetto a lungo termine che mira in primis alla conservazione e messa in sicurezza degli intonaci dipinti, grazie al contributo della comunità , delle istituzioni pubbliche e private. Il punto focale di questa campagna è lo sviluppo di una mentalità sensibile e coscienziosa riguardo alla tutela dei propri beni artistici , in uno spirito di “mutuo soccorso” collettivo , sentito dalla piccola città di provincia fin ad organismi internazionali. Di pari passo si attueranno campagne corrette e regolari sulle opere in degrado, permettendo di operare in tempi adeguati e con costi contenuti su un maggior numero di palazzi.” (leggi tutto qui)

Manifesto in PDF

Progetti

Stiamo lavorando a tanti progetti, grazie alla collaborazione di associazioni, appassionati, amministrazione pubblica, professionisti ed aziende che hanno aderito a Tarvisium Gioiosa.

I progetti che si stanno studiando riguardano:

  • restauro e conservazione corrette e naturali; metodologie e materiali rispettosi delle opere d’arte e dell’ambiente.
  • Sicurezza in ambito di processi artisti moderni con particolare attenzione alla street art ed alle decorazioni murali.
  • Il gioco come fonte di accrescimento dei bambini e degli adulti. Imparare l’arte, la storia, le tradizioni, le tecniche artistiche , la sensibilità alla conservazione diventano facili se insegnate giocando.
  • Nuove opere pittoriche in un connubio di antichi saperi e nuove pratiche artistiche , si uniscono per far tornare i colori e l’arte sulle nostre città.
  • Prodotti ed oggetti naturali , che eticamente nascono per distinguersi con il logo Tarvisium Gioiosa.
  • Giornate dedicate a Tarvisium Gioiosa ed il patrimonio culturale.
    Questi sono i principali temi ed argomenti a cui ci stiamo dedicando , selezionando le imprese ed associazioni con cui collaborare per portare a buon fine i progetti.

Leggi tutto qui

Carta di Venezia

Domenica prossima 22 marzo 2015 si apre la raccolta delle firme di istituzioni, associazioni e singoli cittadini per favorire la diffusione e l’applicazione delle Carta di Venezia, promossa dal Consiglio d’Europa La Carta è promossa dalla comunità veneziana come insieme di linee guida operative che riconosce la validità e la forza innovativa dei principi espressi dalla Convenzione di Faro e considera il patrimonio culturale, materiale e immateriale, una risorsa utile alla società e alle generazioni future che va oltre il mero fine delle azioni di conservazione, promozione e valorizzazione.

invito Carta di Venezia Testo completo della carta di Venezia

Programma dell’incontro

Reti locali di supporto per l’artigianato storico e artistico: una proposta

Regione del Veneto e Università Ca’ Foscari Venezia hanno realizzato, con risorse comunitarie del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e del Fondo Sociale Europea, due progetti: AdriaMuse, per la valorizzazione della cultura immateriale dei saperi e dei mestieri legati alla navigazione fluviale e lagunare, che si è concretizzata nel sito web www.followgondola.eu; Il 26 gennaio 2015 si è tenuto un workshop nel quale si sono confrontati i dirigenti regionali degli assessorati Cultura, Formazione e lavoro, docenti e ricercatori universitari di diverse discipline e rappresentati delle associazioni e degli artigiani.

Faro venezia ha conto l’occasione per invitare tutti i presenti a fare ogni sforzo possible per passare dalla fase della informazione-sensibilizzazione sul tema del valore delle produzioni che si basano sul valore estetico e/o sull’heritage a quella delle azioni concrete di stimolo e sostegno. A Venezia, come in altre città storiche, questo tipo di attività sta scomparendo molto velocemente e non è affatto semplice invertire questa tendenza. Questa è una sintesi della nostra proposta:

Terza passeggiata all’Arsenale

Il Video realizzato nel corso della terza passeggiata.

Programma:

Lunedì 27 ottobre 2014, dalle ore 14:00 alle 18:30, si svolgerà la terza passeggiata patrimoniale all’Arsenale di Venezia organizzata dal Comune di Venezia in collaborazione con l’associazione Faro Venezia.

terza passeggiata Arsenale venezia

La partenza è prevista da campo di San Pietro in Castello, dove sarà possibile ascoltare una testimonianza sulla vita degli arsenalotti, e in seguito accedere all’Arsenale attraverso il nuovo ponte che conduce al giardino delle Vergini, che ospita le mostre della Biennale di Venezia. Si proseguirà con la visita alle Gaggiandre ed alla vicina gru idraulica Armstrong Mitchell & Co, dove rappresentanti di The Venice in Peril Found e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna, illustreranno il processo di recupero della gru. Quindi si procederà con la visita alla mostra sulla storia della Biennale presso il padiglione delle Artiglierie.

L’itinerario proseguirà nell’area della Marina Militare all’interno del padiglione del Ferro, dove sarà possibile ascoltare una testimonianza sulle attività artigianali un tempo insediate, per poi incontrare il Forum Futuro Arsenale, un’estesa comunità patrimoniale veneziana che riunisce circa 40 associazioni cittadine, impegnata a contribuire all’apertura dell’Arsenale alla città. Infine la visita si concluderà presso il padiglione delle Navi, con un confronto aperto tra partecipanti e tecnici del Comune di Venezia sul processo di recupero del compendio dell’Arsenale.

ATTENZIONE: alla passeggiata possono partecipare al massimo 40 persone. Chi è interessato può iscriversi a partire da venerdì 17 ottobre, dalle 10:00, attraverso la pagina web dedicata all’iniziativa, dove è inoltre possibile prendere visione del programma dettagliato della passeggiata.

Programma di dettaglio

Ritrovo in San Pietro di Castello al Padiglione delle Navi del Museo Navale, in occasione del nono anniversario della firma della Convenzione di Faro.

14.00: ritrovo: Campo di san Pietro in Castello

14.15: luogo: chiostro della chiesa di san Pietro in Castello, tema: attività artigiane, testimoni: Lia Quintavalle, moglie e figlia di arsenalotti, e Roberto de Pellegrini, cantiere in San Pietro;

15.00: luogo: giardino delle Vergini, tema: l’Arsenale e la città, istituzione ospite: Biennale di Venezia, testimone: Marina Dragotto, responsabile dell’Uffico Arsenale del Comune di Venezia;

15.30: luogo: gru Armstrong, tema: recupero dei manufatti, istituzione ospite: Biennale di Venezia, testimoni: Lady Frances Clarke, Venice in Peril, e Claudio Menichelli, curatore del restauro;

16.00: luogo: Artiglierie, tema: la Biennale di Venezia all’Arsenale, istituzione ospite: Biennale di Venezia, testimone: Andrea Del Mercato, direttore della Biennale di Venezia;

16.30: luogo: padiglione del Ferro, tema: attività artigiane, istituzione ospite: Marina Militare e Comune di Venezia; testimone: Renzo Inio, antico corder;

16.45: tema: una comunità patrimoniale per l’Arsenale, istituzione ospite: Marina Militare e Comune di Venezia; testimoni: Barbara Pastor e Roberto Falcone, portavoce del Forum per l’Arsenale Futuro;

17.15: luogo: padiglione delle navi, tema: museo navale, istituzione ospite: Marina Militare, Vela; testimoni: Fabrizio D’Oria, dirigente Vela e Cap. di Vascello Marco Sansoni, Pres. Museo Navale;

17.45: luogo: Museo Navale, tema: discussione finale, istituzione ospite: Marina Militare, Vela.
Lunedì 27 ottobre 2014, dalle ore 14:00 alle 18:30, si svolgerà la terza passeggiata patrimoniale all’Arsenale di Venezia organizzata dal Comune di Venezia in collaborazione con l’associazione Faro Venezia.

17.45: luogo: Museo Navale, tema: discussione finale, istituzione ospite: Marina Militare, Vela.

Pecepire l’Arsenale

Video-testimonianze raccolte in Arsenale in occasione della festa/apertura del 25-26-27 aprile 2014

Questo video realizza una sorta di Focus Group informale, cioè una raccolta sensazioni e pensieri, più spontanei che ragionati, finalizzati ad esplorare un tema o problema. Ne risulta una immagine collettiva “sottopelle” delle percezioni dei veneziani sull’arsenale. Di questa immagine è necessario partire quando ci si pone il problema di fare scelte di governo sul futuro di questa parte della città se si vuole che queste scelte siano saldamente agganciate al sentire della popolazione. Non farlo significa cadere nella deriva tecnocratica che consiste nell’affidare un problema ad un gruppo di specialisti che tendono inevitabilmente ad espropriare la popolazione del diritto di parola e di scelta.

Ma l’ascolto di una testimonianza non è mai una cosa semplice perché ogni cosa detta viene capita ed elaborata in modo diverso da chi la ascolta. Inoltre l’esperienza che le persone intervistata esprimono è – in quanto esperienza – non discutibile: un buon ascolto deve sempre essere non-giudicante. Il suo scopo è la comprensione di quello che i testimoni tentano di esprimere, non di stabilire se hanno regione o torto e meno che mai se siamo in accordo o disaccordo con loro. Il buon ascolto richiede rispetto incondizionato e questa una cosa difficile da praticare.

Le interviste si basano su due domande uguali per tutti: “C’è un ricordo che ti lega all’Arsenale?” e “Come vorresti che diventasse l’Arsenale?”.

Dalla prima domanda ricaviamo sostanzialmente ricordi d’infanzia per le persone più anziane o vaghe impressioni del periodo in cui un battello del trasporto pubblico lo attraversava senza fermarsi. Le immagini più frequenti sono quelle di un luogo chiuso e proibito circondato da alte e incomprensibili mura, un luogo magico visto con occhi di bambino e un luogo proibito visto da un adulto. La lunga chiusura del luogo ai cittadini ne ha provocato la scomparsa dalla mappe psichiche sulle quali si fonda il senso di appartenenza ad una città. Un luogo che ci è familiare quando possiamo percorrerlo anche ad occhi chiusi, ma oggi i veneziani stessi dentro l’Arsenale perdono l’orientamento, non sanno dare un nome ai luoghi e non trovano l’uscita. Quando avviene questo il processo di espropriazione si è compiuto.

Come vorresti l’Arsenale?

Come logica conseguenza della chiusura di un luogo pieno di fascino la quasi totalità delle testimonianze insiste sulla sua apertura alla cittadinanza. Nessuno intuisce il rischio che una apertura incondizionata possa semplicemente portare all’invasione del turismo di massa, ma le risposte seguenti chiariscono bene che questa non è una disattenzione, ma semplicemente una cosa “impensabile” perché l’apertura deve servire di “farlo rivivere” con attività che “ne ne riproducano la tradizione” ovviamente in chiave moderna.

Su che cosa fare dentro l’Arsenale, una volta aperto, le idee si possono raggruppare su pchi temi, declinati in modo simile da tutti:

Spazio per giovani.

Uno spazio che attiri i giovani e dia spazio alle loro idee, capacità e creatività, li faccia vivere bene. Le proposte comprendono, spazi e attività per bambini, luoghi per artisti a basso costo, laboratori artigiani di ogni genere, attività sportive di ogni genere ma specialmente legate al mare: nuoto, voga e vela). Parco pubblico con aree verdi. Attività educative. Il grandissimo successo del laboratorio di ceramica dei Bochaleri (si veda la parte centrale del filmato) attivato negli stessi giorni nei quali sono state realizzate le interviste non fa che rafforzare l’idea che siamo difronte ad un grande bisogno, molto sentito da tutti, al quale la città oggi non sa dare una risposta adeguata. Per chi non vuole rassegnarsi al progressivo invecchiamento dei residenti e alla fuga delle giovani famiglie questo è un obiettivo primario.

Cultura e centro civico.

Un secondo blocco di risposte si concentra sulle attività culturali: musica, arti di ogni genere, convegni, manifestazioni. Queste attività a Venezia non mancano affatto e inoltre l’Arsenale è già sede delle Biennale e del Museo Navale che è recentemente passato sotto la direzione dei Musei Civici. Forse queste richieste si possono interpretare nel senso di produzioni culturali più vicine alla popolazione; che funzionino come polo di attrazione e animazione per i veneziani. Le grandi istituzioni culturali spesso sono sentite come lontane e orientate al mondo intero. La natura concentrata del luogo poi suggerisce l’idea del campus o del distretto della cultura che favorisca gli incontri, le frequentazioni la fertilizzazione reciproca tra gli artisti e tra loro e la cittadinanza in modo da favorire la produzione artistica e non solo la semplice fruizione. Inoltre manca un vero centro civico cittadino e le numerosissime associazioni attive in città spesso non hanno una sede adeguata. Il grande successo dello spazio nella ex libreria Mondadori a San Marco, ora scomparso, testimonia ampiamente la presenza di questo bisogno.

Infine il lavoro.

Chi ne parla suggerisce attività artigianali di vario tipo, ma soprattutto legate all’heritage, agli antichi mestieri, alle professioni legate alla nautica e al mare, ma anche attività di ricerca e sviluppo tecnologico. Se l’esigenza di base è quella della ri-appropriazione dell’Arsenale da parte della città il lavoro dovrebbe essere al primo posto perché il complesso è sempre stato essenzialmente un luogo di lavoro e per questo era al centro anche della via sociale del quartiere. Invece questo tema è meno citato rispetto ai primi due. Come mai? Potrebbe essere che a Venezia il lavoro è legato ormai da tempo al turismo e che non lavora in questo settore lo fa nella sanità, nel pubblico impiego, nella scuola, nelle professioni di servizio. Vuol dire che attività imprenditoriali non turistiche, stat-up di giovani, professioni legate alla tecnologie sono ormai considerate così “lontane” dall’ambiante veneziano da essere divenute impensabili?

Non deve sorprendere infine che i desideri espressi siano piuttosto generici: i problemi da affrontare anche solo per cominciare a concretizzarli sono molto complessi. Non sembra esistere una vera consapevolezza del fatto che il futuro dell’arsenale è legato alle scelte politiche di fondo di chi governa la città. Gli unici due intervistati che si sono spinti più avanti si questa strada sono infatti persone che “pensano” l’Arsenale da diverso tempo: la proposta della Fondazione in Partecipazione come strumento di governance condivisa (Pizzo) e l’Arsenale come centro della città metropolitana (Wanner). Sviluppare frequenti occasioni di dialogo e confronto con la cittadinanza sui modi di attuazione delle idee espresse è un lavoro faticoso, ma anche l’unico modo per favorire in formarsi di una progettualità cittadina realmente sentita, diffusa e condivisa.

Adriano De Vita

Video della prima Passeggiata patrimoniale all’Arsenale

Video della prima passeggiata patrimoniale all’Arsenale realizzata il 27 giugno 2014 con circa 40 partecipanti e 6 testimoni diretti. Il video è stato realizzato dall’Ufficio Arsenale a cura di Alessandro Zanchini del Servizio Videocomunicazione del Comune di Venezia con la collaborazione di Prosper Wanner.

Visibile anche nel sito dell’Urban Center Virtuale dell’Arsenale:
http://arsenale.comune.venezia.it/?p=1469

Da Youtube si può condividere liberamente su altri siti o FaceBook

ARSENALE DI VENEZIA – foto

Alcune foto della passeggiata patrimoniale All’Arsenale di Venezia del 27 giugno 2014.
Grazie a Gianfranco Segantin per le sue bellissime foto

 

L’ARSENALE DI VENEZIA – passeggiata patrimoniale

Venerdì 27 giugno 2014, dalle ore 14.30 alle 18.30 si svolgerà una passeggiata patrimoniale all’Arsenale organizzata dal Comune di Venezia in collaborazione con l’associazione Faro Venezia. Vedi anche sul sito dell’ Urban Center Virtuale dell’Arsenale di Venezia.

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Il programma della Passeggiata Patrimoniale, completo di orari e percorsi, è visionabile nella mappa in testa alla pagina (click sull’immagine per ingrandire).

Le passeggiate patrimoniali sono percorsi durante i quali i cittadini riscoprono i luoghi come patrimonio culturale della propria comunità, non solo per il valore artistico-architettonico dei siti e la loro portata storica, ma anche per il significato che assumano nello svolgimento della vita quotidiana.

Si tratta di un’attività prevista dalla Convenzione di Faro promossa dal Consiglio d’Europa e adottata dal Comune di Venezia come quadro di riferimento per il futuro dell’Arsenale. La Convenzione di Faro si concentra sul valore del patrimonio culturale per la società. Il Consiglio d’Europa ha confermato in questi giorni il suo interesse a fare dell’Arsenale un sito pilota per l’applicazione della Convenzione di Faro.

La passeggiata di quattro ore percorre l’arsenale da ovest ad est, dalla porta delle Galeazze ai Bacini di carenaggio. Essa è trasversale alle tematiche dei mestieri della tradizione e delle attività in corso, orientata alla comprensione dei valori e delle potenzialità dell’area direttamente gestita dall’Amministrazione Comunale.

Si propone ai partecipanti un’interpretazione del significato dei luoghi antichi, nelle parole di chi ne ha la responsabilità della gestione attuale. Testimoni sono anche gli interpreti di mestieri e tradizioni radicate in Arsenale, come le associazioni Arzanà, El Felze, Vela al Terzo e la Fondazione Bucintoro. Esse fanno tutte parte, assieme a Faro Venezia, del Forum Futuro Arsenale, che riunisce trentadue associazioni cittadine con il compito di partecipare alla definizione degli scenari futuri per la restituzione dell’arsenale alla città.

Per assicurare una corretta fruibilità della manifestazione, alla passeggiata potranno partecipare 40 persone. Chi è interessato può iscriversi inviando una mail all’indirizzo parteciparsenale@comune.venezia.it specificando nome e cognome e possibilmente lasciando un recapito telefonico. La passeggiata ha una durata di quattro ore e si raccomanda un abbigliamento sportivo, buone scarpe e una bottiglietta d’acqua.

Arsenale aperto alla città – 25-26-27 aprile 2014

Clicca sull’immagine per vederla in alta risoluzioneArsenale Aperto 2014

Vedi/scarica il programma dettagliato in PDF

Dell’Arsenale di Venezia si sa poco. Fatta eccezione per chi lo studia e per chi fa parte delle associazioni che stanno facendo pressioni sempre maggiori restituirlo alla città, tutti gli altri ne sanno poco o nulla. Questo avviene per il banale motivo che l’Arsenale è semi-inaccessibile e chiuso a tutti per la maggior parte dell’anno. Stiamo parlando di un’area di circa circa 478.000 mq, più grande i Pompei o del Vaticano, che appare nelle geografia mentale – anche di molti veneziani – come “terra incognita”.

Queste tre giornate saranno di festa ma saranno anche una sorta di prova generale di apertura e riappropriazione collettiva di uno dei luoghi più significativi di Venezia

Il Forum Futuro Arsenale è la più estesa comunità patrimoniale veneziana. Riunisce circa 40 associazioni cittadine e ha avviato da tempo un dialogo sempre più pressante con il Comune di Venezia allo scopo di evitare ogni tipo di progettualità imposta a scatola chiusa e sta sperimentando attivamente forme innovative do co-progettazione e co-gestione degli spazi urbani.
https://www.facebook.com/groups/futuroarsenale/

Il Belem (ex Giorgio Cini) a Venezia a fine aprile.

Blem ciniDal 26 al 27 aprile l’Arsenale di Venezia sarà aperto per una serie di iniziative promosse dal Forum Futuro Arsenale ( a breve pubblicheremo il programma completa)

Domenica 27 aprile il Belem sarà visitabile dalle 14.00 alle 18.00 presso la DARSENA GRANDE all’Arsenale.

In darsena Grande si arriva con le linee 4.1, 4.2, 5.1, 5.2 fermata Bacini.
Per i residenti nel Comune di Venezia (sarà necessario esibire la carta d’identità) il Veliero è visitabile gratuitamente

links:
quando era il “Giorgio Cini”
Salpa da Venezia la trealberi “Giorgio Cini”.
Da: La settimana Incom 00646 del 19/09/1951

ATTENZIONE:
Si può visitare il veliero anche dal 19 al 26 aprile, unicamente in queste date e con questi orari.

Sabato 19/04/14 dalle 14.00 alle 18.00
Domenica 20/04/14 dalle 10.00 alle 18.00
Lunedì 21/04/14 dalle 10.00 alle 18.00
Sabato 26/04/14 dalle 10.00 alle 18.00

Altre informazioni sulle visite si trovano qui