PASSEGGIATA PATRIMONIALE: Murano tra impresa e genius loci

La passeggiata

Murano tra impresa e genius loci: un itinerario attraverso il suo patrimonio culturale materiale e immateriale

Domenica 8 aprile 2018, dalle ore 14:45 alle ore 17:30
Per iscriversi alla passeggiata occorre inviare una email a: f.calzolaio@culturnet.net

Scarica la locandina in PDF

Itinerario:

1) 14:45: ritrovo: Murano colonna C, partenza da F.te Nove B 14:34 (linea 4.1) o 14:23 (4.2);

2) 15:00: Glass Art Society, Lino Tagliapietra: reti internazionali dell’arte vetraria;

3) 15:30: LU Murano, Fabio Fornasier: il racconto del mestiere di maestro vetraio;

4) 16:00: Murano Lab, Tiberio Scottafava: strategie di recupero urbano sostenibile;

5) 16:30: Ex Ospizio Briati, Simona Campedel: un progetto di residenze temporanee accessibili;

6) 17:00: Scuola Abate Zanetti, Martina Semenzato: l’insegnamento dell’arte vetraria.

Come arrivare
Vaporetti per F.te Nove da Murano Faro: 7:49/18:09 (linea 4.2)
o da Colonna A 17:42/18:02-17:41 (4.1).

In occasione del convegno sulla Convenzione di Faro e comunità patrimoniali che si terrà il 9 aprile a Cà Foscari (descritto in seguito)  verrà organizzata una passeggiata patrimoniale con cinque testimoni della trasmissione e della valorizzazione del patrimonio culturale di Murano, materiale e soprattutto immateriale. Una passeggiata che servirà a mostrare una delle tante applicazioni pratiche della Convenzione, nel momento in cui si sta formando una comunità patrimoniale che cerca di contrastare il turismo di massa con progetti di creazione di sviluppo locale economico e sociale a Murano.
La Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa sul valore sociale del patrimonio culturale attribuisce una responsabilità collettiva a cittadini ed istituzioni nella salvaguardia e gestione del patrimonio culturale immateriale. Cittadini, associazioni e imprese sono considerati una risorsa per la valorizzazione del patrimonio in cui si identificano, sotto l’egida delle amministrazioni pubbliche che ne hanno la responsabilità istituzionale. Manufatti storici ed il loro valore d’uso sono indistricabili, vanno compresi e raccontati attraverso l’esperienza dei testimoni, eredi di tradizioni, mestieri, tecniche che danno senso a quei luoghi.
In questo senso la passeggiata patrimoniale a Murano consiste in una sequenza di testimonianze degli attori di questa interpretazione, capaci di tenere assieme passione e cultura, arte e mercato, produzione e turismo, innovazione e tradizione. Una selezione purtroppo molto stringata dei tanti protagonisti che affrontano temi differenti, come le strategie di recupero edilizio ed urbano, e la trasmissione del mestiere di maestro vetraio al visitatore, a livello scolastico e nelle reti internazionali.
Murano gioca il suo futuro nella capacità di valorizzare il proprio patrimonio culturale, che molti già sperimentano, ancora in forma isolata e pionieristica. La passeggiata patrimoniale è anche un primo passo verso la costituzione di una comunità patrimoniale tra gli attori che vorranno parteciparvi, nello spirito di quella coesione competitiva e creativa che ha reso Murano una comunità capace di emergere a livello mondiale e che ne costituisce il genius loci.

La passeggiata è organizzata dalle associazioni Faro Venezia e Venti di Cultura, in collaborazione con l’Ufficio di Venezia del Consiglio di Europa; è aperta al pubblico di cittadini previa iscrizione, fino al raggiungimento del numero massimo di 40 partecipanti.

Per iscriversi alla passeggiata occorre inviare una email a f.calzolaio@culturnet.net.

La passeggita è la prima di tre inziative collegate. tra loro.
Le altre due si svolgeranno subito dopo.

La Festa di Faro

Seguirà la prima “Festa di Faro” con piccolo rinfresco, musica antica, spettacoli teatrali sul tema della laguna e delle impiraresse, organizzata dall’associazione Faro Venezia. Semptre domenica 8 aprile ma  dalle 18.30 alle 21,30, presso la ex Chiesa di San Leonardo, in rio terà San Leonardo a Cannaregio.

Per partecipare occorre prenotarsi inviando un’email all’organizzatrice:
Patrizia Vachino, mozuela18@gmail.com

Il convegno

Convenzione di Faro e Comunità Patrimoniali
Lunedì 9 aprile dalle ore 09:30 alle ore 17:30,
presso l’Aula Magna Ca’Dolfin, Venezia

Il convegno ha il duplice obiettivo di informare e sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sugli sviluppi della Convenzione a livello italiano ed europeo e dare impulso al neo eletto Parlamento a proseguire i lavori volti a finalizzare il processo di ratifica.

Sulla festa e sul convegno pubblicheremo informazioni più dettaglite tra qualche giorno.

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C’è un giudice a Berlino! Le pesanti accuse del TAR all’Agenzia del Demanio di Venezia sul caso Poveglia

Lo scorso 8 marzo il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso dell’ Associazione Poveglia per Tutti contro l’Agenzia del Demanio di Venezia che aveva respinto la loro richiesta di prendersi cura dell’isola, con fondi propri, e per un periodo limitato di tempo. La storia dell’Associazione è ormai lunga e molto significativa sul tema di come può formarsi una comunità patrimoniale forte e molto motivata. Non riassumo qui questa storia. Chi non la conosce può seguire i links a fondo pagina che la ricostruiscono in breve.

La cosa rilevante qui non è tanto il fatto di avere vinto un ricorso, cosa che capta molto spesso alle associazioni civiche; sono le motivazioni della sentenza ad essere clamorose. In pratica il TAR accusa l’Agenzia del Demanio di ogni nefandezza possibile e immaginabile.

La sentenza originale completa si può leggere qui.

Le motivazioni

Riassumo qui in punti salienti delle motivazioni della sentenza in basic italian in modo che sia tutto più chiaro. Secondo il TAR il rifiuto del Demanio:

  • É privo di motivazione, non indicando alcun presupposto di fatto ed alcuna ragione giuridica che abbia determinato il diniego di concessione.
  • Nasconde i motivi del rifiuto.
  • Rivela un eccesso di potere perchè la domanda è respinta in base a motivazioni del tutto estranee al merito della domanda nstessa.
  • Rivela un eccesso di potere (di nuovo) perché il rifiuto richiama la necessità di sentire il parere del sindaco, cosa del tutto falsa.
  • Rivela un eccesso di potere, (ancòra) perché il Demanio ha posto sulle stesso piano la richiesta dell’Associazione- realmente esistente dettagliata e motivata – con altre generiche “manifestazioni di interesse” provenienti da altri soggetti, sostanzialmente inesistenti.
  • Dimostra irragionevolezza e manifesta contraddittorietà del diniego. L’agenzia infatti rinuncerebbe ad ottenere dalla ricorrete opere e attività rientranti tra i suoi compiti di legge. Che non ha mai realizzato.
  • Dimostra la volontà di perdere tempo, tirala in lungo deliberatamente, per (“mera presa di tempo da parte della P.A., con un atto sostanzialmente soprassessorio”).

Il rifiuto del Demanio contrasta inoltre con il regolamento per la concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato  (art. 9 del d.P.R. n. 296/2005) dove si stabilisce che “possono essere oggetto di concessione ovvero di locazione, in favore dei soggetti di cui agli articoli 10 e 11, rispettivamente a titolo gratuito ovvero a canone agevolato, per finalità di interesse pubblico o di particolare rilevanza sociale, gli immobili di cui all’articolo 1, gestiti dall’Agenzia del demanio”.

Si tratta di motivazioni pesantissime, che distruggono completamente la credibilità dell’Agenzia del Demanio, che – ricordiamolo– è una agenzia dello stato che amministra beni pubblici, cioè appartenenti a tutti noi e lo deve fare per nostro conto , non contro di noi.

L’Agenzia ha dimostrato, come minimo, di non avere le capacità professionali adeguate al compiuto che deve svolgere. Ma ha dimostrato anche un atteggiamento apertamente ostile e vessatorio (l’eccesso di potere) verso quei cittadini che – in ultima istanza – sono i suoi datori di lavoro.

Va notato che l’Agenzia è un “Ente Pubblico Economico (EPE). L’EPE è un soggetto giuridico autonomo che opera nell’ambito della Pubblica Amministrazione e che, per raggiungere i propri obiettivi, fa ricorso a modalità organizzative e strumenti operativi di tipo privatistico.”
Dunque se la sua organizzazione è di tipo privatistico, si può supporre che i dirigenti che si sono resi responsabili di una simile sequenza di errori e prepotenze se ne assumano la responsabilità e ne paghino le conseguenze.

O è pretendere troppo?

Links

Poveglia: l’isola che c’è
un breve post con due nostri video girati nell’aprile del 2014, quando la storia di della comunità patrimoniale di Poveglia era era appena iniziata. Uno è questo, che mostra l’ evidente entusiasmo che l’inziativa ha suscitato:

La storia dell’Associazione Poveglia per Tutti

‘Non svendete Poveglia’: il Tar dà ragione all’associazione che vuole proteggere l’isola”
Articolo su L’Espresso che riassume il caso.

Il TAR da regione ai 4550 veneziani del mondo
Articolo dell’ Associazione che commenta la sentenza del TAR

Nota
L’espressione “Ci sarà pure un giudice a Berlino?” aderiva dalla storia di un mugnaio di Postdan e dei sua moglie Rosina contro tutti i corrotti giudici per ottenere giustizia. E alla fine ci riesce. Leggi qui tutta la storia

Cittadinanza attiva

Negli ultimi mesi le esperienze e le riflessioni attorno alle linee guida della Convenzione di Faro si sono sempre più intrecciate con qulle relative ai concetti di bene comune e di partecipazione civica alle decsioni politiche. Penso che questa sia una evoluzione necessaria perchè le comunità patrimoniali non hanno alcun peso reale nella gestione dei “oggetti” che curano se non assumono un ruolo istituizionale formalmente riconosciuto. L’esperienza marsigliese delle commissioni patrimoniali ha raccolto questa esigenza già da anni, ma non è l’unico modo possibile ed è preferibile ricercare soluzioni che tengano conto in modo adeguato dei contesti locali.  Quello che ormai è certo è che deve essere superata una concezione puramente ‘dopolavoristica” delle attività delle comunità patrimoniali: la cura del patrimionio culturale non è una attività che serve ad occupare il tempo libero in modo piacevole, è invece una attività che promuove la capacità delle persone di comprendere il mondo, di essere consapevoli di quello che fanno, di prendere decsioni con il massimo grado di libertà possibile.

L’incontro seguente, il 12 marzo, 17.30, alla Querini Stampalia, darà voce ad alcuni testimioni che hanno vissuto esperienze, diverse tra loro, ma tutte di notevole interesse per questi temi. Siete tutti invitati (è gradita l’iscrizione che si fa qui)

locandina in grande formato in PDF

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L’Arsenale, 18 mesi di percorso Faro.

4 anni fa, nel febbraio 2014, ha iniziato un percorso sperimentale per l’applicazione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, allora conosciuta come “Convenzione di Faro” e appena firmata dall’Italia, come quadro di riferimento nel processo di riconversione dell’Arsenale di Venezia.

Questa convenzione innovativa riconosce una responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale e promuove la sua conservazione ed il
 suo uso sostenibile nell’obiettivo dello sviluppo umano e della qualità della vita.

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L’Arsenale era diventato un anno prima, cioè 5 anni fa, proprietà del Comune di Venezia grazie in gran parte all’azione delle associazioni riunite all’interno del Forum Futuro Arsenale. La decisione dell’ufficio Arsenale del comune di Venezia, del Forum Futuro Arsenale e di Faro Venezia di riferirsi alla Convenzione di Faro come quadro comune è stata uno dei risultati della partecipazione nel 2013 di una delegazione veneziana al Forum Europeo di Marsiglia sul valore del patrimonio culturale per la società.

La delegazione veneziana, invitata dall’associazione Faro Venezia, era composta da un rappresentante dal Forum Futuro Arsenale, uno dal Comune di Venezia, uno dell’associazione Venti di cultura e uno di Faro Venezia. Hanno durante tre giorni partecipato alle discussione intorno al processo di applicazione della Convenzione di Faro al processo di riconversione del Nord di Marsiglia che ho coordinato insieme ad altre persone.

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Questo articolo vuole rendere conto, in modo sintetico e personale, di quello che è stato possibile di realizzare durante questi 18 mesi, prima dell’elezione del nuovo sindaco e della sua decisione di chiudere l’ufficio Arsenale.  Non rende conto dell’insieme del lavoro dell’ufficio Arsenale ma solo dalla parte riguardante l’uso della Convenzione di Faro. Altri processi sono stati realizzati sul fronte della pianificazione, della partecipazione o della manutenzione dell’Arsenale da quest’ufficio da tre persone. Continua a leggere

Un futuro florido per Ca’ Da Noal

Domani ci sarà l’ultimo incontro-conferenza, a Treviso, di un ciclo di tre che si sono svolte finora con un notevole successo. La gestione diretta del patrimonio culturale da parte dei gruppi di cittadinanza attiva è un tema che sta coinvolgendo sempre più persone e amministratori locali.

A Treviso si è avviato un dialogo tra comunità patrimoniale (Tarvisum Gioiosa) e amministrazione locale che si sta sviluppando ben. Non è così dappertutto e di certo a Venezia non è così, anzi. Ma proprio per questo ci fa piacere segnalare le situazioni locali che stanno funzionando. Questo non vuol dire che si risolvano facilmente i problemi economici, gestionali organizzativi che spesso sono molto consistenti. Ma si sta creando una cultura nuova nei rapporti tra amministrazione e cittadinanza. Non è poco.

 

Le conferenze organizzate da Tarvisium Gioiosa e la sua associazione no profit Gioiosa et Amorosa, Patrocinate da Comune di treviso, Provincia di Treviso e Consiglio d’Europa, dal titolo “Ca Da Noal, passato, presente e futuro” presentano contenuti appassionanti in materia di salvaguardia del patrimonio ed evidenziano azioni volte alla riqualificazione di Ca’Da Noal, museo civico di arte applicata.

Nell’insieme queste conferenze mirano ad avviare azioni concrete per la rinascita di Ca’ Da Noal. L’ex museo di Arte applicata, detto la casa dei trevigiani, da anni è chiuso al pubblico e contiene innumerevoli opere d’arte.

Lo stato di conservazione dell’edificio e dei beni contenuti non si addicono ad una società civile come quella in cui viviamo.

Gli sforzi di personaggi storici del passato , per la salvaguardia dei “tesori” cittadini e le moderne politiche in materia di gestione del Patrimonio culturale, discusse nelle precedenti conferenze, hanno posto le basi di un percorso complesso, ma rispettoso dell’eredità culturale del Museo. A partire da questo concetto, Venerdì continueremo ad arricchire valori etici e morali in materia di restauro e museologia.

Presenteremo in anteprima TREVISO APP GAME, una applicazione in realtà aumentata, che contribuirà a ridurre il cultural device attraverso percorsi ludico/culturali e la raccolta di fondi per il recupero del palazzo. Attendiamo le proposte dell’amministrazione trevigiana per un possibile progetto di riqualificazione pensato per Ca’ DA Noal.

Festeggeremo un anno di vita di Gioiosa et Amorosa, con un video e la presentazione del nuovo patto di collaborazione che abbiamo proposto all’Amministrazione Comunale Trevigiana. Ci impegnamo a portare in un luogo più consono alcune opere contenute nell’ex Museo, celebrando i “cittadini Attivi” ed il Patrimonio , in una giornata di festa collettiva.

Immaginiamo un futuro florido per Ca’ Da Noal, etico e ricco di vita. 

Programma

  • Il restauro biologico delle opere d’arte, sperimentazioni ed analisi che partono dal Veneto.
  • Nuove tendenze e filosofie in materia di conservazione nei musei, la Museologia Sociale. (*intervento/relatore da confermare)
  • Idee e proposte dell’Amministrazione Comunale Trevigiana per la rinascita di Palazzo Da Noal, ex museo di Arte Applicata.*
  • Tarvisium Gioiosa presenta i suoi progetti ed attività, festeggiando con la comunità il primo anno di vita della sua Associazione Gioiosa et Amorosa.
  • Relatori: Martina De Nardo, Alessia Prezioso, Elisa Bellato*, Amministratori Comune di Treviso*, Ermes Cellot .

Locandina completa in PDF

www.tarvisiumgioiosa.org

Trailer per: “Tessuti sotto el felze”

Breve trailer per: “Tessuti sotto el felze”, Venezia, 27 ottobre 2017.
La storia completa degli ‘intrecci’ tra la produzione di tessuti pregiati a Venezia, i decori delle gondole e gli abiti dei nobili e della servitù negli ultimi 500 anni si trova in una specifica lezione della la prof. Doretta Davanzo Poli, storica del tessuto, che si può vedere a questo link

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Oltre al puro fascino dei tessuti pregiati e dell’ambiente di lavoro della tessitoria Bevilacqua, alcune cose meritano di essere esplicitate perché sono queste che rendono questi tipi di attività “patrimonio culturale” in senso stretto.

I telai utilizzati sono del tipo Jacquard, cioè programmabili attraverso un ingegnoso sistema di schede perforate. Questo tipo di telaio si diffuse agli inizia dell’800 grazie ai perfezionamenti introdotti da Joseph-Marie Jacquard su modelli più antichi. Già nella seconda metà del ‘4o0 infatti l’italiano Giovanni il Calabrese (Jean Le Calabrais) aveva costruito un prototipo che suscitò l’interesse di Luigi XI e ora si trova nel nel museo delle arti e dei mestieri a Parigi

Questo telaio fa parte quindi della storia dell’informatica, non solo della tessitura, e anche della storia dell’organizzazione del lavoro e della nascita dell’industria moderna. La sua introduzione in Francia sollevò infatti forti protesta da parte dei tessitori di Lione che temevano – con molte buone ragioni – di restare disoccupati.

Una parte dei macchinari utilizzati è anche concettualmente più antica e in quanto essi sono facilmente riconoscibili nelle tavole dell’enciclopedia di Diderot e d’Alembert (1751-1780) dedicate alla tessitura.

E’ interessante poi il modello imprenditoriale attuale della tessitura. Questa infatti è una dell pochissime che, avendo rifiutato qualunque tipo di innovazione successiva al telaio Jacquard, ha invece innovato il suo modello di business che ora è del tutto post-moderno. Il valore dei prodotti infatti è un mix di valore estetico e culturale. Conta molto infatti per i clienti sapere il “come e da chi” sono stati prodotti i tessuti, che quindi non sono solamente oggetti, ma incorporano storia, cultura la ‘faccia’ del produttore.

In un certo senso la storia imprenditoriale di questa azienda (e delle altre dello stesso tipo) è paradossale: è nata come modello di innovazione tecnica e ha avviato la prima rivoluzione industriale. Poi è diventata radicalmente contraria all’innovazione tecnica. Infine è divenuta post-moderna in quanto vende più “significati” che prodotti.

Una altro paradosso è che oggi sia considerata un modello di attività artigianale proprio un’azienda che è il prototipo stesso dell’innovazione industriale.

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Links per approfondimenti

Il telaio Jaquard (‘800),
Il telaio programmabile che fa parte della storia dell’informatica, raccontato in un’intervista intervista con Alberto Bevilacqua – CEO Tessiture Luigi Bevilacqua dal 1875 a Venezia.

Il velluto soprarizzo
Intervista con Silvia Longo – tessitrice presso Bevilacqua in Venezia.

Le ottime foto di Blu Oscar:
http://bluoscar.blogspot.it/search?q=Tessitura+Luigi

Le tavole dell’Enciclopedia di Diderot e d’Alembert che illustrano le tecniche per la produzione di passamanerie e tessuti.

La storia completa degli ‘intrecci’ tra la produzione di tessuti pregiati a Venezia, i decori delle gondole e gli abiti di nobili e servitù. Intervista con Doretta Davanzo Poli, storica del tessuto.

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Testi e immagini: Doretta Davanzo Poli
Video: Adriano Devita
Grafica: immagini Michela Scibilia e Aadriano Devita
Grafica: Michela Sciblia
Musica: Vivaldi, Concerto per violoncello RV 423

Prodotto da El Felze
in collaborazione con Faro Venezia, Venezia, 2017

Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia
(CC BY-NC-SA 3.0 IT)
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/it/

Tessuti sotto el felze

Tutta la storia della co-evoluzione dei tessuti pregiati prodotti e Venezia e dei lussuosi decori delle gondole dei quali sono protagonisti assoluti da 500 anni. Un video impegnativo e unico nel suo genere, da gustarsi con calma (40 minuti) con testi originali e materiali iconografici ricercati e selezionati con pazienza certosina dalla pro. Doretta Davanzo Poli, la nostra storica del tessuto o se preferite esperta de strasse.

Stoffe, tappeti e ricami preziosi su gondole e felzi (le ‘cabine’ delle gondole in uso per secoli). La mia conferenza sui materiali soffici, tessili, presenti da secoli su gondola e felze, va a completare la visita guidata da dr Alberto Bevilacqua alla storica tessitura Luigi Bevilacqua, che gestisce assieme al fratello avv. Rodolfo Bevilacqua.
Iniziando dall’origine dei termini di gondola (e poi di felze), l’excursus storico iconografico ottenuto con decine di immagini di dipinti di celebri artisti veneziani e stranieri, si completa con la descrizione degli arredi che arricchiscono tale preziosa e originale imbarcazione veneziana, rendendo comodo il viaggio di chi la sceglie come mezzo di trasporto. La lettura di frammenti di prosa e poesia , inframmezzata a tempo opportuno nel corso della panoramica storico-tecnico-artistica, rende suggestiva questa relazione , tanto da esserne stata richiesta le registrazione dal pubblico che per mancanza di spazio, non aveva potuto assistervi di persona.

Doretta Davanzo Poli.